Sicurezza

Sorveglianza: cifre stabili malgrado la nuova legge

L’entrata in vigore della norma federale non ha fatto lietivare le richieste di intercettazioni da parte degli inquirenti

Sorveglianza: cifre stabili malgrado la nuova legge
(Foto Zocchetti)

Sorveglianza: cifre stabili malgrado la nuova legge

(Foto Zocchetti)

BERNA - L’entrata in vigore della nuova legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT), il primo marzo 2018, non ha fatto lievitare le richieste di intercettazioni da parte degli inquirenti. Le autorità hanno ordinato misure di sorveglianza solo per l’1,5% dei reati e le cifre del 2018 sono rimaste stabili rispetto all’anno precedente, ha annunciato oggi il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (SCPT). Quest’anno è stata introdotta una nuova modalità di conteggio dei dati statistici, perché il metodo utilizzato finora aveva portato al conteggio in doppio di alcune misure. Per consentire il confronto con gli anni precedenti, il SCPT ha reso note anche le cifre calcolate in base al vecchio metodo. Globalmente le misure di sorveglianza richieste dagli inquirenti e dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) sono rimaste stabili a 7’950. Le intercettazioni di telefonate o di messaggi elettronici (misure di sorveglianza in tempo reale) sono state 2’554, mentre i casi di sorveglianza retroattiva (chi ha telefonato a chi, quando, dove e per quanto tempo) 5’396. Le ricerche d’emergenza per ritrovare persone scomparse sono invece aumentate del 5% circa (da 618 a 651). In sei casi si è trattato di rintracciare detenuti evasi. Gli inquirenti hanno ordinato misure di sorveglianza nel 7,9% dei casi di crimini o delitti «di comune pericolo», nel 6,4% di casi che riguardavano l’amministrazione della giustizia e nel 3,6% di infrazioni alla legge sugli stupefacenti. Dal primo marzo le autorità possono fare ricorso anche a programmi informatici (GovWare) e ad apparecchi tecnici speciali (IMSI Catcher). Questi ultimi sono stati utilizzati in 84 casi lo scorso anno, mentre non vi è stato nessun utilizzo di programmi informatici. Per quanto riguarda il SIC, nel 2018 ha ordinato 422 sorveglianze cosiddette totali contro le 89 dell’anno precedente (periodo che va dal primo settembre, data dell’entrata in vigore della Legge federale sulle attività informative LAIn, al 31 dicembre 2017).

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