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SSR: «Siamo iperdecentrati e felici di esserlo»

Per Marchand la riorganizzazione dell’emittente mira a generare spazi di manovra e a creare sul territorio maggiori corrispondenti in grado di produrre contenuti multimediali

SSR: «Siamo iperdecentrati e felici di esserlo»
(Foto Reguzzi)

SSR: «Siamo iperdecentrati e felici di esserlo»

(Foto Reguzzi)

BERNA - La SSR è probabilmente l’azienda mediatica più decentralizzata del mondo. Lo afferma, in un’intervista a «24 Heures» e «Tribune de Genève», il direttore Gilles Marchand, che ricorda lo scopo della riorganizzazione in atto della società: bisogna evitare tagli alla produzione giornalistica. Il Consiglio nazionale ha dato seguito martedì a cinque iniziative parlamentari volte a garantire per legge una produzione dei programmi decentralizzata e Marchand, nell’intervista, afferma di comprendere l’impegno del Parlamento a favore del federalismo. «La realtà oggettiva», osserva, è però che «siamo iperdecentrati e felici di esserlo». «Abbiamo 7 studi principali e 17 studi regionali». Lo scopo dei progetti di riorganizzazione - la SSR intende trasferire parte delle redazioni radiofoniche della rete SRF da Berna a Zurigo - è quello di evitare tagli alla produzione giornalistica. Occorre piuttosto risparmiare sulle infrastrutture. La pubblicità è in forte calo, avverte Marchand, sottolineando che alla SSR è stato chiesto, durante la campagna «No Billag», di stringere la cinghia.

Secondo il direttore, la riorganizzazione della SSR mira a generare spazi di manovra e a creare sul terreno un maggior numero di corrispondenti in grado di produrre contenuti multimediali. «Con la politica abbiamo forse divergenze sulle modalità, ma stiamo perseguendo lo stesso obiettivo», conclude Marchand.

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