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«Stop ai corsi gratuiti di tedesco per gli stranieri»

Il Gran Consiglio ha approvato un’iniziativa cantonale per mettere fine alle lezioni destinate ai figli di genitori senza passaporto rossocrociato

«Stop ai corsi gratuiti di tedesco per gli stranieri»
(fotogonnella)

«Stop ai corsi gratuiti di tedesco per gli stranieri»

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WEINFELDEN (TG) - Mettere fine alla gratuità dei corsi di tedesco per i figli di genitori stranieri che non fanno abbastanza per la loro integrazione. Lo chiede un’iniziativa cantonale approvata oggi con 77 voti contro 30 dal Gran Consiglio del canton Turgovia. Lo scorso ottobre, il parlamento turgoviese aveva approvato la relativa mozione. Con i voti favorevoli di UDC, UDF, PBD, Verdi-liberali e una parte del gruppo parlamentare formato da PPD e Partito evangelico, il legislativo ha ratificato oggi il testo che propone una modifica della Costituzione federale e sarà sottoposto alle Camere a Berna. Contro l’iniziativa hanno votato i Verdi e la maggioranza del gruppo PLR, mentre i deputati del PS si sono astenuti. Contrario all’iniziativa il governo cantonale, il quale ha sottolineato l’importanza di garantire a tutti i bambini il «diritto fondamentale» a una scolarizzazione gratuita.

La proposta rappresenta in effetti un tentativo di aggirare una sentenza del Tribunale federale (TF): alla fine del 2017 l’alta corte di Losanna ha annullato una disposizione della legge scolastica turgoviese che a sua volta voleva chiamare alla cassa i genitori che non avessero fatto sforzi sufficienti per insegnare il tedesco ai loro figli. In base alla decisione del TF, dal momento che i corsi supplementari di tedesco sono obbligatori, non è possibile chiedere una partecipazione finanziaria ai genitori. La disposizione violava in particolare l’articolo 19 della Costituzione federale che garantisce il diritto a un’istruzione scolastica di base sufficiente e gratuita. Con quella sentenza i giudici di Mon Repos hanno annullato anche un’altra disposizione della legge che introduceva una partecipazione finanziaria delle famiglie a escursioni, scuole montane o campi sportivi. Anche in questo caso vale il principio che se la partecipazione dell’allievo è obbligatoria, queste attività devono essere gratuite.

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