Telefonate pubblicitarie indesiderate: condannato il direttore di un'azienda

I venditori avrebbero molestato clienti in tutta la Svizzera - Il Tribunale cantonale di San Gallo ha inflitto al dirigente una pena pecuniaria

Telefonate pubblicitarie indesiderate: condannato il direttore di un'azienda

Telefonate pubblicitarie indesiderate: condannato il direttore di un'azienda

SAN GALLO - Venditori telefonici avrebbero molestato clienti in tutta la Svizzera con chiamate pubblicitarie indesiderate: il Tribunale cantonale di San Gallo ha condannato oggi il direttore delle aziende interessate mentre ha assolto la moglie. Contro la coppia il Ministero pubblico e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) avevano avanzato l'accusa di concorrenza sleale.

Gli imputati, a processo da ieri, avevano respinto tutte le accuse e i loro legali avevano chiesto l'assoluzione, già ottenuta in primo grado dal Tribunale distrettuale di Rheintal nell'aprile 2016.

Il Tribunale cantonale nella sentenza odierna ha assolto la donna e ha ritenuto il direttore colpevole in otto casi di reati multipli contro la legge federale sulla concorrenza sleale. La pena pecuniaria cui è stato condannato, 10 aliquote giornaliere da 750 franchi l'una, è nettamente inferiore a quella richiesta dalla procuratrice.

Questa ieri aveva proposto per il commerciante 54enne una pena pecuniaria sospesa con la condizionale di 100 aliquote giornaliere da 750 franchi l'una e per la consorte 53enne una di 15 aliquote. Inoltre, il Ministero pubblico aveva domandato che all'uomo d'affari venisse confiscato un conto con 250'000 franchi depositati. L'accusato dovrà farsi carico di un decimo delle spese processuali, ma il denaro confiscato sarà liberato. La sentenza non è ancora passata in giudicato.

Dal 2000, l'imputato è alla guida di un gruppo di aziende che si occupa della vendita di integratori alimentari e cosmetici, principalmente via telefono. Per un certo tempo ha fornito lavoro a duecento persone: ora, a suo dire, gli impiegati sono una sessantina.

Stando alla procuratrice, l'uomo aveva creato una vasta, redditizia e ben funzionante rete di imprese. Molte persone hanno affermato di essere state pesantemente molestate dai call center e la SECO ha ricevuto tra il 2012 e il 2014 decine di reclami, tanto da sporgere denuncia penale.

In cinquanta casi, secondo l'avvocato della SECO, i venditori hanno composto il numero anche di persone il cui nome figurava nell'elenco telefonico di fianco a un asterisco, che sta proprio a significare la volontà di non ricevere tali chiamate pubblicitarie. Le lamentele pervenute sono solo la punta dell'iceberg, aveva dichiarato in aula il legale.

Il difensore dell'uomo d'affari ha sottolineato che avevano ricevuto le chiamate solo i clienti con i quali esisteva un rapporto commerciale: sono documentate solo quattro chiamate indesiderate a persone con l'asterisco. Si tratta di una quantità infinitesimale rispetto alle migliaia di telefonate quotidiane effettuate dai call center, aveva sostenuto il legale dell'uomo. La moglie del direttore coimputata non ha "nulla a che fare con queste chiamate", aveva puntualizzato il difensore.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Cronaca
  • 1