Tornare a consegnare il giornale di buon mattino

Un aiuto pubblico perché i quotidiani siano in bucalettere dalle prime ore del giorno? È una delle idee volte a sostenere la stampa

Tornare a consegnare il giornale di buon mattino

Tornare a consegnare il giornale di buon mattino

BERNA - Caffè e giornale. Un binomio tipico mattutino caro a molti, quotidiano emblema di continuità e certezze. Un accostamento, ahimè, la cui costanza va via via sfumandosi. La Posta consegna i quotidiani d'informazione sempre più tardi, spesso persino dopo mezzogiorno. Un fenomeno che tange le aree rurali come quelle urbane, constata con amarezza il consigliere nazionale Olivier Feller (PLR). E che rischia di minare ulteriormente la già fragile congiuntura in cui la stampa si trova a dover vivere. «Un numero importante di abbonati ai quotidiani di informazione non è soddisfatto della distribuzione tardiva», spiega il parlamentare. «Questo spinge un certo numero di persone a disdire il proprio abbonamento. Sono diversi gli editori che mi hanno parlato delle loro preoccupazioni legate al progressivo calo del numero di abbonati».

La mozione che il deputato vodese ha depositato lo scorso 27 febbraio in Consiglio nazionale va dunque intesa come un tentativo di venire in aiuto ad un settore che al giorno d'oggi deve confrontarsi con ingenti tagli pubblicitari e con la talvolta subdola concorrenza delle notizie gratuite in rete. Il testo dell'atto depositato è chiaro, limpido: «Il Consiglio federale è incaricato di prendere le misure necessarie affinché la Posta garantisca la distribuzione mattutina dei quotidiani d'informazione dal lunedì al sabato senza un aumento tariffario per gli editori dei quotidiani interessati», recita.

Il servizio completo, comprese le altre idee, in edicola (si spera già di buon mattino).

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Cronaca
  • 1
    Coronavirus

    Ondata di cancellazioni negli alberghi svizzeri

    Secondo l’associazione di categoria HotellerieSuisse, gli sviluppi della pandemia di COVID-19 stanno già avendo un impatto negativo sulle prenotazioni: «Vogliamo misure uniformi»

  • 2
  • 3
    PANDEMIA

    «Non sappiamo cosa ci aspetta con Omicron, inevitabili nuove misure»

    Il consueto appuntamento con gli esperti per l’aggiornamento sulla situazione pandemica in Svizzera è stato anticipato a lunedì – «È ipotizzabile l’estensione dell’obbligo di indossare la mascherina all’interno e di sottoporsi al tampone per partecipare agli eventi» – «Ora dobbiamo pensare a combattere la Delta»

  • 4
    eventi

    Niente Universiadi a Lucerna

    La più grande competizione polisportiva al mondo dopo le Olimpiadi si sarebbe dovuta tenere dall’11 al 21 dicembre, ma a causa dell’evoluzione «molto dinamica» della pandemia non sarà possibile organizzarla

  • 5
    PANDEMIA

    Nelle scuole grigionesi un solo test alla settimana

    I bambini e gli adulti che presentano sintomi sono invitati a rimanere a casa e a sottoporsi a un test presso una struttura riconosciuta – Se in una classe risultano positive almeno quattro persone, l’intera classe viene posta in quarantena per 10 giorni e viene introdotto l’insegnamento a distanza

  • 1