Truffa alla disoccupazione vodese, 14 arresti

Le somme sottratte sull'arco di cinque anni alla Cassa cantonale sono stimate a tre milioni - In manette 12 imprenditori e 2 dipendenti di Unia

Truffa alla disoccupazione vodese, 14 arresti
Anche due dipendenti di Unia fra gli arrestati.

Truffa alla disoccupazione vodese, 14 arresti

Anche due dipendenti di Unia fra gli arrestati.

LOSANNA - Dodici imprenditori e due dipendenti del sindacato Unia sono stati posti in detenzione preventiva per la truffa di cui è rimasta vittima la Cassa cantonale di disoccupazione vodese (CCC). Le somme sottratte sono per ora stimate a tre milioni di franchi, riferisce oggi il Ministero pubblico vodese.

Avviata agli inizi del 2016, l'inchiesta ha rivelato che indennità in caso di insolvenza sono state versate indebitamente perlomeno dal 2013. Il loro importo definitivo sarà conosciuto soltanto a investigazioni ultimate, precisa la Procura in un comunicato.

Gli inquirenti hanno effettuato numerosi fermi e perquisizioni nei cantoni di Vaud, Friburgo e Berna tra il 25 e il 27 aprile scorsi. Il Tribunale dei provvedimenti coercitivi ha ora ordinato la carcerazione preventiva di dodici imprenditori e due dipendenti amministrativi di Unia. Nel pomeriggio il sindacato ha annunciato di aver avviato contro entrambi una procedura di licenziamento immediato.

Secondo il portavoce del sindacato Lucas Dubuis, le due persone - una lavora nel canton Vaud, l'altra nel canton Berna - saranno ascoltate prima di essere licenziate. Unia prende inoltre atto del fatto di non essere messo in causa in quanto organismo. Il sindacato precisa che continuerà a collaborare attivamente con le autorità per determinare le circostanze in cui sono avvenute le malversazioni.

Allo stadio attuale, solo il Cantone di Vaud sembra essere stato danneggiato dalla truffa. Non sono state rilevate complicità in seno alla CCC, che aveva presentato denuncia nell'estate 2016, sottolineano gli inquirenti.

Il volume di documenti cartacei e informatici sequestrati durante le perquisizioni richiederà analisi che si protrarranno per diverse settimane. Nell'intervallo, gli inquirenti non forniranno informazioni supplementari.

Stando a quanto riferito la scorsa settimana dalla Procura vodese, numerosi lavoratori sarebbero stati dichiarati abusivamente alla CCC, allo scopo di percepire indebitamente le indennità di insolvenza consecutive al fallimento delle imprese presso le quali erano ipoteticamente impiegati.

Coinvolte sono una ventina di imprese edili poiché alcuni imprenditori hanno diretto più aziende. La frode non è legata unicamente a fallimenti in serie, ha spiegato il procuratore Bertrand Bühler, incaricato del dossier.

I sospettati, in gran parte di origini balcaniche, avevano un modus operandi abbastanza ampio, ha aggiunto il procuratore. Normalmente nel caso di un fallimento, il datore di lavoro dichiara direttamente i dipendenti alla cassa disoccupazione o passa da un sindacato. La cassa riceve il dossier e versa le indennità direttamente o via il sindacato. In questo caso invece i dossier contenevano i nominativi di dipendenti sia "veri" che "falsi". Per "falsi dipendenti" si intende anche persone reali che però non lavoravano per l'impresa fallita. Un imprenditore può ad esempio chiedere a un amico o a un vicino di farsi passare per un suo dipendente, precisa ancora il procuratore. Le indennità indebitamente ottenute venivano poi spartite fra i partecipanti alla frode secondo una chiave di ripartizione stabilita in partenza.

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