Un hotel di Arosa accusato di antisemitismo

La proprietaria della struttura ha scritto una nota per ricordare agli "ospiti ebrei" di fare la doccia prima di entrare in piscina - La replica: "Ho scelto le parole sbagliate, ne ospito da 40 anni"

Un hotel di Arosa accusato di antisemitismo
L'hotel Paradies.

Un hotel di Arosa accusato di antisemitismo

L'hotel Paradies.

AROSA - Un hotel di Arosa, il Paradies, è stato accusato di antisemitismo dalla viceministro degli Affari esteri Tzipi Hotovely per aver esposto un cartello in cui invitava gli "ospiti ebrei" a fare la doccia prima di entrare in piscina. La proprietaria della struttura si è difeso affermando che si è trattato solo di una scelta infelice delle parole.

La vicenda, che sta facendo il giro della stampa occidentale, è stata evidenziata in primo luogo da The Algemeiner, un giornale newyorchese che tratta di Israele ed ebraismo, nonché dal canale tv israeliano Channel 2, in seguito alle lamentele di alcuni ospiti della struttura.

Il cartello è rimasto esposto da sabato fino a domenica scorsa, assieme a un secondo che ricordava ricordava agli "ospiti ebrei" i momenti in cui avevano accesso al frigorifero e che si concludeva con la scritta "spero capiate che il nostro staffa non ama essere disturbato a tutte le ore".

Per Hotovely si tratta di "un atto antisemita della peggior specie", e la proprietaria dell'albergo dovrebbe andare incontro a conseguenze penali: "Dobbiamo essere sicuri che le punizioni per incidenti come questo servano da deterrente a chi ancora coltiva il germe dell'antisemitismo". Hotovely ha scritto su Twitter di aver preso contatto con l'ambasciatore israeliano in Svizzera per seguire la situazione.

Per contro, la proprietaria del Paradies, raggiunto dall'Algemeiner, si è giustificato così: "Ho scritto una nota usando le parole sbagliate. La nota l'ho scritta perché alcuni dei nostri ospiti nuotavano con i vestiti addosso, con le magliette, senza lavarsi prima di entrare in acqua". Mentre, per quanto riguarda la nota sul frigorifero, che era a uso del personale ma a cui gli ospiti ebrei potevano accedere per conservare piccole quantità di cibo kosher, dato che i refigeratori in stanza sono piccoli: "Gli ho detto che potevano stivare alcune loro piccole cose con le nostre, ma di non entrare in continuazione". Gli orari d'accesso per gli ospiti erano tesi a garantire il corretto lavoro del personale dell'albergo.

La proprietaria ha infine seccamente negato le accuse di antisemitismo: "Abbiamo molti ospiti ebrei, ne ospitiamo da quarant'anni. Non li accetterei come ospiti se avessi problemi con loro".

Isarele ha preteso scuse ufficiali. Berna ha già preso contatto con l'ambasciatore d'Israele sulla questione. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha sottolineato che la Svizzera condanna tutte le forme di razzismo, di antisemitismo e di discriminazione, hanno indicato oggi all'ats i servizi di Didier Burkhalter.

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