Vallese

Un morto per la valanga di Crans

È un 34.enne francese ritrovato martedì con gravi ferite - Due le ipotesi: slavina innescata dagli sciatori oppure dalle condizioni meteo - GUARDA IL VIDEO

Un morto per la valanga di Crans
I soccorritori in azione nel pomeriggio di martedì. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans

I soccorritori in azione nel pomeriggio di martedì. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans
I segni lasciati dalla caduta della valanga. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans

I segni lasciati dalla caduta della valanga. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans
L’imponente massa nevosa. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans

L’imponente massa nevosa. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans
Il punto di distacco della valanga. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans

Il punto di distacco della valanga. (Foto Keystone)

Un morto per la valanga di Crans
Si cerca alacremente per estrarre eventuali sopravvissuti. (Fot o Keystone)

Un morto per la valanga di Crans

Si cerca alacremente per estrarre eventuali sopravvissuti. (Fot o Keystone)

Un morto per la valanga di Crans
I quattro feriti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale di Sion. (Foto Keystone=

Un morto per la valanga di Crans

I quattro feriti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale di Sion. (Foto Keystone=

CRANS-MONTANA (aggiornata alle 10.56) - La valanga staccatasi nel primo pomeriggio di martedì su una pista di sci della Plaine Morte ha fatto un morto. Si tratta di un trentaquattrenne francese che è deceduto all’ospedale di Sion, dove era stato trasportato in elicottero dopo essere stato recuperato dai soccorritori con gravi ferite. L’uomo lavorava come pattugliatore per la stazione sciistica.

Le ricerche di eventuali dispersi sono state interrotte stamattina. Lo ha comunicato la polizia vallesana, precisando che i soccorritori non hanno trovato altre persone sepolte dalla coltre nevosa. «Le ricerche sono continuate per tutta la notte ma nessuna persona è stata ritrovata», ha spiegato questa mattina presto Stève Léger, portavoce della polizia cantonale. Il bilancio rimane quindi di un morto e di tre feriti.

La slavina si è staccata poco dopo le 14 sulla pista nera Kandahar, la più alta del comprensorio, sotto la cima Pointe de la Plaine Morte, a quota 2.926 metri. La valanga, con un fronte largo 100 metri, si è distesa su 840 metri, di cui circa 400 sulla pista nella zona detta Passage du Major, a circa 2.500 metri d’altitudine. Una vasta operazione è scattata immediatamente impegnando pompieri, otto elicotteri, cani, militari, nonché maestri delle scuole di sci e lo staff delle stazioni sciistiche vicine, per un totale di 244 persone. Per chiarire le circostanze dell’accaduto è stata avviata un’indagine. Due ipotesi sono attualmente all’esame: la valanga è stata innescata dagli sciatori, oppure è stato un evento spontaneo dovuto alle condizioni meteorologiche.

Secondo il nivologo Robert Bolognesi si è trattato di un avvenimento eccezionale, tanto più che a questa altitudine l’aumento della temperatura è relativo. «Non penso che il rischio sia stato sottovalutato. Questa valanga si è staccata sopra la quota abituale delle ‘valanghe da reptazione’, o ‘di slittamento’». Nel suo bollettino di ieri mattina alle 8 l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF di Davos indicava che con il rialzo termico e l’irradiazione solare diurni erano da aspettarsi in giornata sotto i 2.500 metri «valanghe bagnate e per scivolamento di neve» e che queste ultime potevano «raggiungere dimensioni grandi». Il rischio era tuttavia considerato soltanto «moderato» (livello 2 su una scala di 5).

Le immagini registrate da uno sciatore che ha assistit.o alla caduta della valanga. (Youtube)
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