Il sondaggio

Vecchiaia, malattie e stranieri: le nostre preoccupazioni

Ecco le apprensioni del 2018 per gli svizzeri: ancora la previdenza al primo posto

 Vecchiaia, malattie e stranieri: le nostre preoccupazioni
(foto Shutterstock)

Vecchiaia, malattie e stranieri: le nostre preoccupazioni

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BERNA - La previdenza per la vecchiaia resta, per il secondo anno consecutivo, la maggiore preoccupazione degli svizzeri. Segue il tema della salute e della cassa malattia, balzato dal quarto al secondo posto. È quanto emerge dal Barometro delle apprensioni 2018, realizzato dall’istituto gfs.bern e pubblicato oggi dal Credit Suisse.

Previdenza e salute sono stati indicati rispettivamente dal 45% (44% nel 2017) e dal 41% (26%) degli intervistati. Spicca in modo particolare la crescita delle preoccupazioni legate all’ambito sanitario, che solo due anni fa erano al sesto posto, precisano gli autori in una nota.

«Questa ascesa rivela che i temi di politica interna assumono un ruolo di grande rilievo nella percezione delle apprensioni degli svizzeri», spiega Manuel Rybach, di Credit Suisse, citato nel comunicato. Parallelamente crolla il timore della disoccupazione, per anni in testa alla graduatoria e ora sesto (22%).

La preoccupazione per gli stranieri (37%) rimane al terzo posto, mentre al quarto ci sono i timori per i rifugiati/richiedenti asilo (31%). Questo tema ha assunto un carattere di urgenza rispetto al 2017 (+12 punti percentuali). Segue, al quinto rango, la protezione dell’ambiente (23% contro 16% nel 2017).

Per quanto riguarda le misure da adottare per garantire le pensioni, il 60% degli interpellati si è detto favorevole a un aumento dell’IVA dell’1% per i prossimi 5 anni. La flessibilizzazione dell’età di pensionamento in base all’aspettativa di vita viene considerata una soluzione accettabile dal 52% e il 48% si esprime a favore dell’innalzamento dell’età di pensionamento a 65 anni per le donne.

Il dibattito sulla perdita di posti di lavoro a causa della digitalizzazione sembra invece avere un impatto trascurabile sulla percezione della popolazione. Il 75% degli svizzeri ritiene anche improbabile che il proprio lavoro venga automatizzato entro i prossimi 20 anni a causa di robotizzazione, nuove tecnologie o software intelligenti. Nel complesso, l’85% degli intervistati ritiene che il proprio impiego sia sicuro o abbastanza sicuro.

Il barometro mostra anche come gli svizzeri abbiano fiducia nelle loro istituzioni più di qualsiasi altro popolo, sottolineano gli autori. Il 61% ha fiducia nel Consiglio federale, mentre nei governi dei paesi OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) questa quota si attesta in media al 43%.

I principali sconfitti nella classifica della fiducia sono Internet e i giornali gratuiti: entrambi con un calo di 19 punti percentuali sull’arco di un anno, seguiti dall’UE (meno 16 punti percentuali) e dai partiti politici (meno 13 punti percentuali). Tra coloro che ottengono maggiore fiducia vi sono le istituzioni per la sicurezza come la polizia e l’esercito, con un aumento di 14 punti percentuali ciascuno.

Il barometro delle apprensioni del Credit Suisse viene realizzato da 42 anni. Nel 2018 sono state interpellati 2551 aventi diritto di voto in tutta la Svizzera tra il 10 luglio e il 6 agosto.

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