Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota

Il bilancio dell'incidente aereo del Ju 52 sul Piz Segnas - Il velivolo è caduto al suolo quasi verticalmente e a velocità relativamente elevata - Esclusa l'interferenza esterna

Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota
Si esamina la dinamica dell'incidente, ma i motivi sono ignoti.

Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota

Si esamina la dinamica dell'incidente, ma i motivi sono ignoti.

Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota
Il luogo dell'incidente con la carcassa dell'aereo. Non sono ancora state chiarite le ragioni del crash.

Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota

Il luogo dell'incidente con la carcassa dell'aereo. Non sono ancora state chiarite le ragioni del crash.

Venti morti, ma la causa dello schianto è ignota

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COIRA - Il bilancio dell'incidente aereo avvenuto ieri pomeriggio sul Piz Segnas è di 20 vittime, 17 passeggeri e tre membri d'equipaggio. Nessuno degli occupanti dello Ju 52 schiantatosi contro la montagna sopra Flims (GR) è sopravvissuto, ha indicato la polizia cantonale retica. Alle 14 era stata indetta una conferenza stampa di orientamento sulla dinamica della disgrazia. Nessun interferenza esterna per il velivo, ma le cause per ora restano ignote.

La dinamica dello schianto dello Ju 52 non è ancora chiara, ma l'analisi del luogo dell'incidente consente già di trarre le prime conclusioni: "L'aereo è precipitato al suolo quasi verticalmente e a velocità relativamente elevata", ha dichiarato Daniel Knecht, del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI). La causa del sinistro deve ancora essere determinata: il SISI ritiene, sulla base delle prime informazioni, che non vi sia stata una collisione con un altro aeromobile o un cavo. "Non vi è stata alcuna interferenza esterna", ha precisato Knecht. Il velivolo non avrebbe perso componenti prima dell'incidente, tuttavia "nulla è da escludere", ha ribadito Knecht, sottolineando che il SISI sta indagando in tutte le direzioni, anche per chiarire se le alte temperature o la situazione meteorologica abbiano avuto un ruolo importante. Knecht ha spiegato che l'aria calda può influire sulla prestazione dei motori e quindi sulla quota operativa, ma questo scompenso può essere gestito - per esempio diminuendo il peso - e non può perciò essere considerato la causa principale di un crash. Le indagini sono tuttavia complesse, poiché il vecchio aeromobile non è dotato di dispositivi di registrazione resistenti agli urti: niente scatola nera quindi. Knecht ha poi affermato che il SISI lavorerà per alcuni giorni sul posto.

LE CONDOGLIANZE DI BERSET

Il presidente della Confederazione Alain Berset ha espresso le condoglianze ai congiunti delle persone che erano a bordo dei due velivoli precipitati ieri, rispettivamente a Hergiswil (NW) e a Flims (GR). "Nel corso di due incidenti aerei distinti avvenuti ieri in Svizzera hanno perso la vita 24 persone. I miei pensieri vanno alle famiglie e ai parenti delle vittime, a cui indirizzo - a nome del Consiglio federale - tutta la mia simpatia", afferma Berset in un tweet diffuso dal portavoce dell'esecutivo André Simonazzi.

La sciagura aerea avvenuta ieri sul Piz Segnas, sopra a Flims (GR), che ha visto coinvolto un Ju 52 dell'associazione Ju-Air è la più grave dal 2001 in Svizzera. Ecco per esteso una cronologia degli incidenti di vasta portata che hanno addentellati con la Confederazione e che si son verificati negli ultimi due decenni:

2 settembre 1998 - Un MD-11 della Swissair si inabissa ad Halifax, al largo delle coste canadesi, a causa di un incendio nel cockpit. I morti sono 229 (nessun sopravvissuto). Stando al rapporto finale l'incidente fu provocato da un arco elettrico partito probabilmente da cavi del sistema d'intrattenimento per i passeggeri e che diede fuoco a materiale d'isolazione in PET metallizzato sulla parte posteriore destra della cabina di comando. In quelle zona del cockpit non c'erano apparecchi di rilevamento del fumo o estintori automatici: questi dispositivi non erano obbligatori in base alle norme vigenti all'epoca.

10 gennaio 2000 - Un Saab 340 della Crossair si schianta al suolo poco dopo il decollo dall'aeroporto di Zurigo-Kloten nella località di Nassenwil, nel comune di Niederhasli (ZH). Muoiono sette passeggeri e tre membri dell'equipaggio (nessun sopravvissuto). Il rapporto dell'Ufficio di inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA) stabilirà che l'aereo era perfettamente funzionante, ma che i due piloti - che avevano entrambi imparato il mestiere in Russia - non erano stati istruiti a sufficienza sulle procedure di volo occidentali.

24 novembre 2001 - Un Avro RJ 100 (Jumbolino) Crossair proveniente da Berlino precipita a Bassersdorf (ZH) in fase di atterraggio all'aeroporto di Kloten. Il bilancio è di 24 morti, nove persone sopravvivono. Il rapporto dell'UIIA, pubblicato nel febbraio 2004, ha stabilito che la causa diretta del disastro furono gli errori di pilotaggio: comandante e copilota, consapevolmente, non osservarono le procedure di avvicinamento. Ma presso Crossair questo era prassi comune: gli inquirenti hanno messo in luce altri 40 casi simili. Da parte sua l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) non aveva eseguito controlli sufficienti.

1. luglio 2002 - Nei cieli di Überlingen (località tedesca nei pressi del lago di Costanza) un Tupolev 154 della "Bashkirian Airlines" (compagnia dell'omonima repubblica autonoma russa) con 69 persone a bordo, proveniente da Mosca e diretto a Barcellona, entra in collisione ad 11'000 metri d'altezza con un Boeing 757 cargo della Dhl sul quale si trovavano il pilota e un copilota. Muoiono tutte le 71 persone coinvolte nell'incidente, fra cui 47 scolari di Ufa in vacanza-premio in Spagna. Il 24 febbraio 2004 il controllore di volo della società elvetica Skyguide in servizio la sera della tragedia viene ucciso da un russo che nella sciagura aveva perso la moglie, una figlia e un figlio. L'omicida viene condannato e una volta scontati i due terzi della pena nel 2007 torna in patria, dove viene accolto come un eroe.

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