Violenza domestica, la terapia al posto della detenzione preventiva

Zurigo

Nella metà dei casi la vittima ritira la denuncia: il Cantone punta su misure rieducative

Violenza domestica, la terapia al posto della detenzione preventiva
(Foto Reguzzi)

Violenza domestica, la terapia al posto della detenzione preventiva

(Foto Reguzzi)

«Non me la sono sentita di separarmi da mio marito per paura che mi portasse via i bambini». È la spiegazione di una mamma 32.enne vittima di violenza domestica rivoltasi al consultorio per donne BIF («Beratungsstelle für Frauen») di Zurigo. Di ragioni come questa sia le organizzazioni di aiuto a chi subisce maltrattamenti dal partner sia le autorità cantonali ne sentono parecchie. Di casi di violenza fra coniugi ne emergono sempre di più. Eppure la metà delle volte la vittima sceglie di ritirare la denuncia. Per risolvere la situazione il Cantone ha deciso di cambiare strategia, puntando sulla terapia preventiva, piuttosto che sulla repressione.

Tredici interventi al giorno

Ogni giorno i corpi di Polizia del cantone devono intervenire in media 13 volte per casi di violenza domestica. E il...

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