Crypto e l’appetito insaziabile degli USA per lo spionaggio

il caso

Per decenni l’ex società ha svolto un ruolo centrale per gli Stati Uniti nella sorveglianza di Paesi esteri - Nei periodi di punta, controllava più della metà dei sistemi di crittografia venduti

Crypto e l’appetito insaziabile degli USA per lo spionaggio
© KEYSTONE/Alexandra Wey

Crypto e l’appetito insaziabile degli USA per lo spionaggio

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Per decenni l’ex società Crypto AG, con sede a Zugo, ha svolto un ruolo centrale per gli USA nello spionaggio di Stati esteri. Secondo il «Washington Post» lo dimostrano fonti originali della CIA e dei servizi segreti tedeschi.

Durante quel periodo, gli Stati Uniti avrebbero avuto un appetito insaziabile per la sorveglianza globale. Nei periodi di punta, la Crypto AG controllava più della metà dei sistemi di crittografia venduti all’estero. Negli anni ‘80, ad esempio, l’Arabia Saudita è stata il cliente più importante della Crypto AG, seguita da Iran, Italia, Indonesia, Iraq, Libia, Giordania e Corea del Sud. La Russia e la Cina non sono mai state tra i clienti.

Entusiasmo USA

In due rapporti, la cui autenticità non è contestata dalla CIA e dal Servizio di intelligence tedesco (BND), gli attriti tra i partner diventano visibili. La BND appare sbalordita dall’entusiasmo con cui gli americani spiano anche gli stati amici della NATO come la Spagna, la Grecia e la Turchia.

I dipendenti della Crypto che sono venuti a conoscenza dello spionaggio attraverso sistemi di criptaggio manipolati sono rimasti scioccati, continua il «Washington Post». Tra gli altri, il giornale cita Jürg Spörndli, che ha lavorato per 16 anni come ingegnere elettrico per la ditta di Zugo. Le maestranze si sono sentite truffate, per non parlare degli elevati rischi a cui il personale di vendita era stato esposto.

Azienda florida

Gli affari di Crypto hanno registrato un vero e proprio boom. Tra il 1970 e il 1975 il fatturato è aumentato notevolmente da 15 milioni a 51 milioni di franchi. Contemporaneamente, gli utili sono triplicati, passando da 1,4 a 4,4 milioni di franchi. La CIA e la BND si sono divisi i profitti. Al momento di massimo splendore la Crypto AG impiegava più di 250 persone.

La BND ha lasciato la Crypto AG nel 1990 e la CIA ha rilevato le azioni. Le transazioni sono state effettuate tramite una società di comodo del Liechtenstein per nascondere il vero assetto proprietario.

Le innovazioni tecnologiche degli anni successivi hanno portato la CIA a vendere le sue azioni nel 2018. L’azienda è stata successivamente divisa in due parti, CyOne Security AG e Crypto International AG. Entrambe le società sottolineano di non avere rapporti con i servizi segreti.

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