Custodia dei figli, «no» all’aumento dello sconto d’imposta

svizzera

Le due camere sono già unanimi nel voler portare da 10’100 a 25’000 franchi la massima deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi

Custodia dei figli, «no» all’aumento dello sconto d’imposta
© archivio cdt

Custodia dei figli, «no» all’aumento dello sconto d’imposta

© archivio cdt

Il progetto volto ad aumentare la deduzione massima per la custodia dei figli non deve contenere anche uno sconto generalizzato d’imposta. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha bocciato, con 112 voti contro 79, quest’emendamento introdotto dagli Stati.

Le due camere sono già unanimi nel voler portare da 10’100 a 25’000 franchi la massima deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi. Gli Stati hanno però voluto aumentare da 251 a 300 franchi per figlio la deduzione dall’ammontare dell’imposta dovuta.

Oggi i deputati dell’Alleanza del Centro e dell’UDC hanno difeso tale aggiunta sostenendo che questa è una misura sociale che va a beneficio di molte famiglie. Non bisogna occuparsi solo delle famiglie ad alto reddito che fanno largo uso degli asili nido, ma anche bisogna fare qualcosa anche per la classe media, ha sostenuto Markus Ritter (Centro/SG).

«È vero che l’emendamento costerà molto di più rispetto al solo aumento della deduzione, 68 milioni contro 10, ma a beneficiarne saranno anche molte più famiglie, 490’000 contro 2500-5000», ha aggiunto Martin Candinas (Centro/GR). Insomma, il concetto di solidarietà è molto più presente. «La proposta permetterà di fare qualcosa anche per chi resta a casa ad occuparsi dei figli», ha sostenuto da parte sua Marcel Dettling (UDC/SZ).

L’importo - 49 franchi per figlio all’anno - è talmente esiguo che non genererà alcun effetto, ha replicato Kathrin Bertschy (PVL/BE). Per la bernese non si può parlare di «politica famigliare intelligente», anche perché la metà dei contribuenti che non paga l’imposta federale diretta non beneficerà in alcun modo della misura.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Ueli Maurer. «Solo i benestanti trarrebbero beneficio della misura, è davvero una politica famigliare questa?», si è chiesto il ministro delle finanze. Il consigliere federale è poi tornato sui costi: l’impatto del progetto limitato al solo aumento della deduzione massima per la custodia dei figli sarà neutro sul piano perché la misura permetterà di generare nuove entrate fiscali. Lo stesso non si può dire della proposta dei «senatori».

Riallacciandosi a quanto detto Maurer, Beat Walti (PLR/ZH) ha ricordato come la misura sia stata innanzitutto pensata come strumento per combattere la penuria di manodopera qualificata rendendo fiscalmente interessante il lavoro per coloro - spesso donne - che oggi si occupano dei figli.

In molti, come ad esempio Prisca Birrer-Heimo (PS/LU), hanno poi ricordato la votazione nell’autunno 2020 sul progetto precedente, che oltre a prevedere un aumento della deduzione massima per la custodia dei figli prevedeva anche un incremento della deduzione generale per i figli. A loro dire non sarebbe corretto riproporre ora una misura ad «innaffiatoio».

Al voto, come detto, la maggioranza ha bocciato l’emendamento degli Stati. Il progetto torna pertanto alla Camera del popolo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1