Dal primo gennaio 2022 cambiare sesso nei registri civili sarà più facile

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Oggi il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore per questa data la revisione del Codice civile (CC) - La modifica della legge permette alle persone interessate di modificare velocemente e senza ostacoli burocratici il sesso e il nome iscritti nel registro civile mediante una dichiarazione di fronte all’ufficiale dello stato civile

Dal primo gennaio 2022 cambiare sesso nei registri civili sarà più facile
© CdT/Archivio

Dal primo gennaio 2022 cambiare sesso nei registri civili sarà più facile

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Dal primo gennaio 2022, le persone transgender e intersessuali potranno far iscrivere più facilmente nel registro di stato civile il cambio di sesso senza passare da un giudice.

Oggi il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore per quella data la revisione del Codice civile (CC) e le conseguenti modifiche dell’ordinanza dello stato civile e di quella sugli emolumenti in materia di stato civile.

La modifica della legge varata dal Parlamento il 18 dicembre 2020 permette alle persone interessate di modificare velocemente e senza ostacoli burocratici il sesso e il nome iscritti nel registro civile mediante una dichiarazione di fronte all’ufficiale dello stato civile, indica una nota governativa odierna.

La dichiarazione può essere rilasciata da ogni persona che abbia la convinzione intima e costante di non appartenere al sesso iscritto nel registro dello stato civile.

Se la persona interessata non ha ancora compiuto il sedicesimo anno di età, è sotto curatela generale o se l’autorità di protezione degli adulti lo ha ordinato, occorre tuttavia il consenso del rappresentante legale. La dichiarazione è soggetta a un emolumento di 75 franchi, precisa ancora il Consiglio federale.

Punto controverso

Il cambiamento del sesso dei minorenni è stato uno dei punti controversi tra le due Camere federali durante le discussioni in Parlamento. Il Nazionale ha a lungo ribadito che ciò poteva avvenire senza il consenso dei genitori, mentre il Consiglio degli Stati ha sempre difeso il benestare del rappresentante legale per i giovani sotto i 16 anni. Alla fine anche la Camera del popolo ha ceduto su questo punto.

Per la sinistra, la revisione - seppur imperfetta - costituisce un notevole passo avanti. L’UDC avrebbe invece preferito attenersi alla versione iniziale del Consiglio federale, che prevedeva invece il consenso dei genitori o dei tutori per i giovani d’età inferiore a 18 anni.

Si tratta, come ha più volte spiegato durante i dibattiti in aula la ministra della giustizia Karin Keller-Sutter, di una proposta di compromesso che ha anche una sua logica, giacché gli adolescenti che cambiano sesso ogni anno sono una manciata (meno di dieci), rispetto ai poco più di 200 casi registrati in media all’anno che coinvolgono perlopiù persone adulte.

La consigliera federale ha difeso la necessità di un consenso da parte di genitori o del rappresentante legale, appellandosi alla protezione particolare di cui necessitano i giovani.

Semplice dichiarazione

Il progetto governativo prevede che transessuali e intersessuali possano cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile mediante una semplice dichiarazione. Non devono venir richiesti né un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari. Attualmente è necessario far riconoscere il cambiamento di sesso da un giudice.

Se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane valido. Lo stesso discorso si applica alle unioni domestiche registrate e pure i rapporti di filiazione resteranno immutati.

Il disegno non mette in questione la struttura binaria del sesso (maschile/femminile): non introduce una terza categoria di genere. Attualmente il Governo sta però valutando la possibilità di introdurla: a tale proposito, sta redigendo in merito un rapporto in adempimento a due postulati approvati dal Parlamento.

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