Dick Marty: «Se quella di oggi non è una vittoria, lo sarà sicuramente domani»

imprese responsabili

L’ex consigliere agli Stati ticinese e co-presidente del comitato dell’iniziativa rimane ancora ottimista nonostante la sconfitta odierna

 Dick Marty: «Se quella di oggi non è una vittoria, lo sarà sicuramente domani»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

Dick Marty: «Se quella di oggi non è una vittoria, lo sarà sicuramente domani»

© KEYSTONE/Peter Klaunzer

«Se la vittoria non arriverà oggi, lo farà sicuramente domani». Pur molto deluso dalla sconfitta odierna, l’ex consigliere agli Stati ticinese Dick Marty, co-presidente del comitato dell’iniziativa «Per imprese responsabili», si è mostrato ancora battagliero.

Marty si è espresso nel corso di una diretta streaming del comitato. L’ex «senatore» liberale-radicale ha ricordato che il testo, naufragato alle urne dopo essere stato bocciato dalla maggioranza dei Cantoni, è stato sostenuto da persone con background diversi e che anche persone a basso reddito hanno fornito il loro contributo tramite donazioni.

Il ticinese ha riconosciuto che la crisi scaturita dalla pandemia di coronavirus ha sicuramente influenzato l’esito dello scrutinio. «Quando si ha paura istintivamente ci si aggrappa a quello che si ha e non si vogliono provare cose nuove». In questo modo però la Svizzera, come per il riciclaggio di denaro e il segreto bancario, rischia di essere l’ultima della classe, se non un cancro, ha tuonato.

«Ora prenderemo in parola le società che durante la campagna hanno fatto promesse», ha affermato dal canto suo la co-presidente del PS e consigliera nazionale zurighese Mattea Meyer. Decine di migliaia di persone hanno votato sì, sottolineano gli iniziativisti, come testimoniano gli 80’000 cartelloni appesi in tutto il Paese, i 450 comitati locali creati e le oltre mezzo milione di cartoline redatte.

Amareggiata per aver fallito a così poco dalla meta l’ex consigliera federale socialista Micheline Calmy-Rey, che tuttavia si è detta consapevole già a priori della difficoltà di convincere la maggioranza dei Cantoni. A sua volta membro del comitato d’iniziativa, la ginevrina, sollecitata da Keystone-ATS, applaude comunque il risultato ottenuto - «di cui non dobbiamo vergognarci» - e «l’incredibile mobilitazione» suscitata.

Calmy-Rey è scettica nei confronti del controprogetto che ora entrerà in vigore, definendolo insufficiente e incapace di fornire risposte. Quanto al fossato tra Svizzera tedesca e francese emerso dal voto, più che un classico «Röstigraben» lo etichetta come una spaccatura fra Cantoni urbani e rurali.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1