Dipendenti di Swissport in protesta contro le riduzioni di salario

Ginevra

I lavoratori contestano questi nuovi contratti «di bassa gamma» e chiedono l’apertura urgente di trattative nell’ambito del CCL

 Dipendenti di Swissport in protesta contro le riduzioni di salario
KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi

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I dipendenti di Swissport non hanno digerito il deterioramento annunciato delle loro condizioni di lavoro. Circa 200 persone si sono riunite stamattina in uno dei terminali dell’aeroporto di Ginevra-Cointrin per protestare contro le riduzioni del salario.

All’inizio dell’anno i 1’200 dipendenti dei Swissport, società di assistenza a terra, hanno ricevuto un nuovo contratto di lavoro da firmare entro il 28 gennaio, indicano i sindacati dei Servizi pubblici (VPOD/SSP) e del personale aereo di terra (SEV-GATA). Stando a questi partner sociali, la direzione di Swissport sta approfittando della situazione di vuoto giuridico per imporre nuove misure di assunzione al ribasso.

Taluni dipendenti potrebbero perdere diverse centinaia di franchi al mese, secondo i sindacati. I lavoratori contestano questi nuovi contratti «di bassa gamma» e chiedono l’apertura urgente di trattative nell’ambito del Contratto collettivo di lavoro (CCL) e sulla base delle raccomandazioni della Chambre des relations collectives de travail (CRCT) del canton Ginevra.

Un ultimatum è stato rivolto alla direzione per aprire negoziati entro domani sera, precisa il segretario sindacale di VPOD/SSP Jamshid Pouranpir. «Una sospensione delle nuove disposizioni contrattuali consentirebbe di negoziare in migliori condizioni», rilevano i sindacati. Una nuova assemblea è prevista giovedì mattina per decidere eventuali misure di lotta.

Da notare che a Zurigo, in dicembre, la direzione di Swissport e i sindacati hanno trovato un accordo concernente le misure volte a superare la crisi che attraversa il trasporto aereo. In media, durante la crisi, il personale rinuncerà a circa 150 franchi al mese. Questa soluzione consentirà di garantire l’occupazione e condizioni di lavoro socialmente accettabili e la sopravvivenza del fornitore di servizi aeroportuali.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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