Diritti umani e ambiente: la pressione sulle aziende resterà alta

Post votazioni

Nonostante la vittoria alle urne, i contrari all’iniziativa «Per imprese responsabili» non potranno rilassarsi: ecco cosa emerge dai media svizzeri

Diritti umani e ambiente: la pressione sulle aziende resterà alta
©KEYSTONE/Peter Klaunzer

Diritti umani e ambiente: la pressione sulle aziende resterà alta

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Nonostante la vittoria di ieri - peraltro risicata - alle urne, i contrari all’iniziativa «Per imprese responsabili» non potranno rilassarsi. Nei commenti del giorno dopo sulla votazione federale, pur non mancando le critiche a entrambi gli schieramenti, i media svizzeri sono concordi: la pressione sulle aziende affinché rispettino i diritti umani e gli standard ambientali resterà elevata.

La tendenza internazionale non cambierà, anche se i cittadini hanno scelto di non seguirla, scrive il «Tages-Anzeiger». Nei Cantoni decisivi, la maggioranza ha ritenuto che il testo si spingesse troppo oltre. Si tratta di un atteggiamento molto svizzero, rileva la testata zurighese: prima di mettere in mezzo l’economia si guarda cosa fanno gli altri.

La «Neue Zürcher Zeitung» vede l’alta percentuale di voti raccolti come un successo per i promotori. Vi è infatti da ricordare che il campo del sì ha vinto, seppur di poco, il voto popolare, ma è stato comunque sconfitto, non avendo ottenuto il successo nella maggioranza dei Cantoni. Il risultato stretto indica, secondo il quotidiano, come vi siano in atto cambiamenti sociali che gli imprenditori devono prendere sul serio. Lo scrutinio di ieri dimostra che temi quali la sostenibilità e la protezione dell’ambiente diverranno sempre più importanti.

I giornali del gruppo «CH Media» sottolineano invece come il no di misura sia una vittoria per la ministra della giustizia Karin Keller-Sutter, che ha ripreso il dossier lo scorso anno dalle mani della collega Simonetta Sommaruga. La rappresentante del PLR è intervenuta quando il Consiglio degli Stati e le associazioni imprenditoriali avevano fatto di tutto per opporsi al controprogetto del Consiglio nazionale. Il mondo delle imprese è comunque accusato di aver sottovalutato per molto tempo l’iniziativa, ignorando il disagio della popolazione verso grandi multinazionali come Glencore.

L’economia non deve diventare arrogante, avverte da parte sua il «Blick». In ogni caso, gli elettori sanno scovare cosa è sensato e cosa non lo è nelle iniziative. In questa occasione, molti di loro si sono resi conto che non ci sarebbe stato alcun beneficio per milioni di persone nel mondo a cui le società elvetiche danno lavoro.

Stando alla «Südostschweiz» il voto di ieri entra nella storia per due motivi. In primo luogo per il fatto che il testo è stato accettato dal popolo ma non dai Cantoni e secondo perché si è chiusa una campagna elettorale che ha fissato nuovi standard in termini di aggressività. La pura propaganda e la manipolazione hanno preso il posto delle argomentazioni oggettive, deplora il giornale grigionese. Una tesi sposata anche dal portale watson.ch, secondo cui entrambi i campi hanno usato mezze verità e bugie, scrivendo una pagina di cultura politica tutt’altro che gloriosa.

La protezione delle piccole e medie imprese come spina dorsale dell’economia è apparentemente più importante per molti di quanto non lo sia la sostenibilità delle grandi aziende, fa notare la «Berner Zeitung». La fiducia nelle società è fin allarmante, sostiene l’altro giornale bernese, il «Bund», stando al quale però le organizzazioni umanitarie hanno esagerato durante la campagna e ora pure la loro credibilità è sotto esame.

In Romandia, regione che, come il Ticino e i cantoni urbani germanofoni, ha votato in favore del testo, i quotidiani evidenziano il più classico dei «Röstigraben». Il Paese è diviso, ritiene «Le Temps». I contrasti sono di vario tipo: giovani/anziani, uomo/donna e città/campagna. La frattura si sta accentuando rispetto alle elezioni federali del 2019. Dal canto loro, le multinazionali adesso sono chiamate ad agire e a mettere in pratica le tante promesse.

L’iniziativa ha scosso le fondamenta del sistema economico e finanziario, analizza «ArcInfo». Il controprogetto sostenuto dal Consiglio federale permetterà solo di guadagnare un po’ di tempo, ma la pressione sociale si sta alzando, anche perché, osserva il vodese «24 heures», la campagna ha fatto saltare in aria tutti i cliché.

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