Disparità salariali in aumento, sindacati si fanno sentire

Svizzera

Tali disparità sono in parte riconducibili a differenze strutturali a livello di formazione, al numero di anni di servizio e alla posizione gerarchica occupata

Disparità salariali in aumento, sindacati si fanno sentire
© archivio CdT

Disparità salariali in aumento, sindacati si fanno sentire

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Il divario salariale tra uomini e donne si è ulteriormente allargato tra il 2014 e il 2018, come evidenziato dall’ultima inchiesta in merito pubblicata oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST). Per di più, ad essere aumentata è soprattutto la parte chiaramente discriminatoria, aspetto che non va giù ai sindacati.

Nel 2018, riportano i dati dell’UST, le donne guadagnavano mediamente il 19,0% in meno rispetto ai loro colleghi uomini. Tale quota è in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti: era infatti del 18,3% nel 2016 e del 18,1% nel 2014.

Tali disparità sono in parte riconducibili a differenze strutturali a livello di formazione, al numero di anni di servizio e alla posizione gerarchica occupata. Tuttavia, una parte non indifferente rimane inspiegabile anche agli occhi dell’ufficio federale. Tale proporzione ammontava - sempre nel 2018 - al 45,4% contro il 44,1% nel 2016 e il 42,4% nel 2014.

I sindacati esigono misure per invertire la rotta. In una nota diffusa oggi, l’Unione sindacale svizzera (USS) sottolinea come la revisione della legge sulla parità dei sessi, entrata in vigore la scorsa estate, sia arrivata troppo tardi. Essa deve pertanto venire attuata in modo più proattivo e sistematico.

L’USS si aspetta che le aziende si prendano le loro responsabilità. Devono procedere senza indugio a un’analisi degli stipendi, insieme ai partner sociali, e correggere al più presto ogni discriminazione.

Oltre a ciò, l’USS esige provvedimenti studiati per far sì che le donne non siano esposte a perdite salariali perché si occupano dei bambini o dei famigliari. Servono dunque per esempio strutture esterne in numero sufficiente, finanziate dai poteri pubblici.

Non lesina le critiche nemmeno Travail.Suisse, secondo cui la già citata revisione della legge in materia, che obbliga le imprese con almeno 100 dipendenti solamente ad analizzare i salari sotto il profilo dell’uguaglianza, non migliorerà sicuramente la situazione. Questo perché, si lamenta l’associazione indipendente di lavoratori in una presa di posizione, non vi sono da temere né controlli né sanzioni.

Per di più, i divari a livello di busta paga si osservano soprattuto nelle piccole e medie imprese, in particolare in seno a quelle con un organico inferiore alle 20 unità e che quindi sono esentate dalla legge. Stando a Travail.Suisse, il Parlamento dovrebbe pertanto dedicarsi a una modifica di legge credibile, con la ferma intenzione di punire chi discrimina senza vergogna le donne.

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