Domani la prima tappa delle riaperture, ma a Berna si guarda già oltre

Coronavirus

Lunedì mattina i negozi di tutta la Svizzera rialzano le serrande - C’è però molta attesa per la seconda tranche degli allentamenti del Consiglio federale prevista per il 22 marzo

Domani la prima tappa delle riaperture, ma a Berna si guarda già oltre

Domani la prima tappa delle riaperture, ma a Berna si guarda già oltre

Un po’ di respiro. Dopo tanta attesa i negozi di tutta la Svizzera domani mattina potranno rialzare le proprie serrande. Un gesto che darà avvio anche alla strategia a tappe del Consiglio federale per le riaperture dopo il semi-lockdown imposto dal 18 gennaio. Come noto, potranno riaprire le strutture del tempo libero all’aperto, così come i musei e le sale di lettura nelle biblioteche. Ma non solo: dal primo marzo gli incontri all’aperto sono possibili fino a quindici persone e diversi allentamenti sono previsti per i giovani (under 20) nel mondo dello sport e della cultura. Ad ogni modo, il segnale più forte di una parziale normalità ritrovata riguarda proprio la riapertura dei negozi.

«La tecnologia aiuta»
«In vista delle aperture, il settore si è mosso celermente allestendo i vari piani di protezione secondo le nuove disposizioni comunicate mercoledì scorso dal Consiglio federale», spiega da noi raggiunto il presidente dell’Associazione dei grandi distributori ticinesi Enzo Lucibello (DISTI). «Si tratta di regole articolate che cambiano in funzione della superficie del negozio e della tipologia di prodotti venduti. La distinzione principale rimane comunque tra food e no food». Nei centri commerciali, ricorda Lucibello, le nuove direttive federali impongono che il numero complessivo di persone presenti non possa eccedere la somma del numero di clienti consentito nei singoli negozi. «Molti centri commerciali si sono attrezzati allestendo contatori elettronici agli ingressi e alle uscite per avere un bilancio in tempo reale delle persone presenti all’interno delle strutture commerciali», osserva Lucibello aggiungendo che «la tecnologia sicuramente è un aiuto importante, ma di fondo rimane prioritario il rispetto delle regole di igiene e di comportamento così come indicato dalle autorità federali».

Da una parte abbiamo il settore alimentare che ha continuato a lavorare bene, dall’altra ci sono alcuni settori che hanno risentito maggiormente la crisi

Per la giornata di domani la DISTI si aspetta una buona affluenza di clienti, «nel rispetto dell’ordinanza», chiosa Lucibello: «Dopo oltre un mese di chiusura, siamo contenti di poter riaprire e di ritrovare la nostra clientela». Difficile, per contro, stimare quanto lo stop forzato abbia influito sulla cifra d’affari della grande distribuzione: «Da una parte abbiamo il settore alimentare che ha continuato a lavorare bene, implementando come negli scorsi mesi la propria cifra d’affari; dall’altra ci sono alcuni settori che hanno risentito maggiormente. Al momento è comunque presto per tirare una somma definitiva», conclude.

Il sì risicato della Commissione
Detto della prima tranche di riaperture, da subito lo sguardo di molti è però già rivolto al 22 marzo, quando Berna potrebbe consentire la riapertura di bar e ristoranti. Un tema molto caldo sul fronte della politica federale. Da domani, infatti, nella capitale inizia la sessione primaverile delle Camere federali durante la quale si discuterà anche la revisione urgente della legge COVID-19. A questo proposito, venerdì scorso la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), con una maggioranza risicata di 12 voti contro 11 e 1 astensione, ha raccomandato alla sua Camera di accogliere una modifica della legge COVID-19 per permettere a bar e ristoranti, ma non solo, di riaprire il 22 marzo. Una modifica già proposta negli scorsi giorni dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale. Ma oltre alle aperture menzionate, la CET-N a partire dal 22 marzo propone di abrogare anche la regola delle riunioni con un massimo di 5 persone negli spazi chiusi e chiede pure una pianificazione sicura per i grandi eventi culturali e sportivi.

Torneranno anche gli eventi?
E se la seconda tappa delle riaperture prevista per il 22 marzo è attesa da molti, guardando un po’ più in là nel tempo anche il settore delle grandi manifestazioni si aspetta allentamenti per l’estate. In questo senso il consigliere federale Alain Berset, secondo indiscrezioni di stampa, intende autorizzare nuovamente in estate gli eventi culturali e sportivi e persino le grandi manifestazioni. Il Consiglio federale ne discuterà prossimamente, afferma la «SonntagsZeitung», che ha ottenuto conferma in tal senso dal responsabile della comunicazione del Dipartimento dell’interno, Peter Lauener. La decisione dovrebbe essere presa nelle prossime settimane, al più presto il 17 marzo. Ma se Berset intende pigiare sull’acceleratore su questo fronte, va detto che la decisione potrebbe comunque giungere troppo tardi per i grandi festival all’aperto che, per ovvi motivi, si organizzano con molto anticipo. «Se il Consiglio federale o le autorità non danno un segnale entro dieci giorni, molti organizzatori dovranno annullare», ha spiegato al domenicale zurighese Stefan Breitenmoser, membro del consiglio dell’Associazione degli organizzatori di concerti e open air SMPA.

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