Donazioni di sangue: bilancio positivo nonostante la pandemia

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Il coronavirus non ferma la fornitura di emoderivati - L’emergenza sanitaria ha comunque reso più difficile l’approvvigionamento di sangue e l’organizzazione delle donazioni di cellule staminali

Donazioni di sangue: bilancio positivo nonostante la pandemia
©CdT/Archivio

Donazioni di sangue: bilancio positivo nonostante la pandemia

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Nonostante la pandemia di coronavirus il bilancio delle donazioni di sangue è stato positivo lo scorso anno. La fornitura di emoderivati è stata assicurata in ogni momento, afferma oggi Trasfusione CRS Svizzera.

La pandemia ha comune reso più difficile l’approvvigionamento di sangue e l’organizzazione delle donazioni di cellule staminali. I donatori sono stati limitati nella loro mobilità e in alcuni casi hanno espresso timori e insicurezza per via del coronavirus.

La chiusura delle frontiere e le restrizioni legate ai trasporti hanno richiesto un maggiore coordinamento nella preparazione delle cellule staminali del sangue. È stato ad esempio necessario richiedere autorizzazioni speciali, inclusa l’eccezione di quarantena.

«Grazie alla grande solidarietà dei donatori e a numerose misure di sicurezza», la situazione dell’approvvigionamento è rimasta stabile lo scorso anno. Nel 2020 ci sono state 266’161 donazioni di sangue contro le 271’624 del 2019. Alla fine del 2020, il Registro svizzero contava 162’164 donatori, in crescita di circa 20’000 persone in un anno.

Secondo Trasfusione CRS Svizzera, questo sviluppo è dovuto alla possibilità di registrarsi online e alle nuove campagne. I trapianti di cellule staminali da donatori non imparentati a pazienti residenti nella Confederazione sono restati a un livello elevato durante la pandemia (154 nel 2020, 153 nel 2019).

Il registro svizzero dei donatori di cellule staminali ha adattato nell’aprile 2020 i suoi criteri di ammissione in base all’età. Da allora il limite per la registrazione è stato abbassato da 55 a 40 anni. Questo limite è diventato una referenza a livello mondiale.

Due terzi dei donatori sono donne, solo un terzo sono uomini. Trasfusione CRS Svizzera punta però all’equilibrio di genere, perché le donne dopo il parto dispongono di anticorpi speciali nel sangue. Le loro cellule staminali possono causare reazioni negative in pazienti con un sistema immunitario gravemente indebolito.

Trasfusione CRS Svizzera è un’istituzione autonoma che dipende della Croce Rossa Svizzera. Insieme ai servizi regionali di trasfusione assicura l’approvvigionamento di sangue in Svizzera.

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