Sport e medicina

Doping, si cambia

La Federazione dei medici svizzeri rivedrà il suo codice deontologico introducendo l’obbligo d’informazione reciproco

Doping, si cambia
(Foto Archivio CdT)

Doping, si cambia

(Foto Archivio CdT)

BERNA - La Federazione dei medici svizzeri (FMH) rivedrà il suo Codice deontologico relativo al doping a partire dal 19 febbraio. La modifica introduce un obbligo d’informazione reciproco per medici e sportivi e abbandona il concetto di «abuso di medicamento».

Le regole deontologiche professionali si baseranno ora sulla definizione giuridica del doping, scrive il presidente della Società svizzera di medicina dello sport German Clénin in un articolo apparso nell’ultimo Bollettino dei medici svizzeri.

La nozione «di abuso di medicamento» era stata introdotta nel 2002 per gli sport ricreativi e le competizioni non regolamentate. Da ora per tutte le persone che praticano attività sportive verrà applicato il concetto di doping.

L’introduzione di un obbligo di informazione reciproca impone ai medici di informare tutti i loro pazienti delle implicazioni e dei rischi dei trattamenti prescritti. Gli atleti sono dal canto loro tenuti a informare i loro medici della loro partecipazione a competizioni. In questo modo, un medico che prescrive una sostanza vietata dall’Agenzia mondiale antidoping (AMA) non è passibile di alcuna sanzione se il suo paziente nasconde la sua partecipazione ad una gara, afferma Clénin nel suo articolo.

Le nuove disposizioni disciplinano anche la procedura per la concessione di deroghe per atleti che hanno la necessità medica di utilizzare una sostanza o un metodo vietato dall’AMA, in assenza di alternative. Per gli sportivi di élite, assegnati a un «gruppo di controllo», l’autorizzazione deve essere accordata prima di cominciare il trattamento.

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