Dopo il voto serve una «svolta»: l’economia chiama la politica

ambiente

L’esito della consultazione che ha affossato la legge sulla CO2 ha rincuorato i settori dell’aviazione civile e dell’automotive - La questione ecologica e il rispetto degli Accordi di Parigi restano comunque prioritari - Bonfanti: «Occorrono ecobonus, non nuove tasse»

Dopo il voto serve una «svolta»: l’economia chiama la politica
Il settore del trasporto aere vedeva con molta preoccupazione un pronunciamento favorevole del popolo alla legge sul CO2. / © Keystone/Gaetan Bally

Dopo il voto serve una «svolta»: l’economia chiama la politica

Il settore del trasporto aere vedeva con molta preoccupazione un pronunciamento favorevole del popolo alla legge sul CO2. / © Keystone/Gaetan Bally

Dopo la bocciatura della Legge sul CO2, la palla passa nel campo della politica.

Come spiegato domenica dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, il tema delle misure a favore dell’ambiente sarà oggetto di discussione con il Parlamento, probabilmente già questa settimana. In attesa di questo scambio di opinioni, subordinato ai tempi lunghi della politica, ci sono settori che possono intanto tirare un sospiro di sollievo. Parliamo dei comparti economici che sarebbero stati direttamente «colpiti» dalla nuova legge.

Il trasporto aereo, per esempio. E il settore dell’automotive. Il nuovo testo legislativo prevedeva infatti un aumento massimo del prezzo dei carburanti di 10 centesimi al litro (12 a partire dal 2025) e una tassa sui biglietti aerei compresa fra i 30 e i 120 franchi.

Lo scalo...

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