Duro attacco dell’UDC: «Berset può fare quello che vuole in Svizzera?»

gestione della pandemia

Secondo indiscrezioni del Blick, il consigliere federale vorrebbe prorogare la decisione sugli allentamenti al 24 febbraio lasciando solo 4 giorni di tempo alle imprese per reagire - La furia dei democentristi contro Berna: «La fine del carcere mercoledì prossimo»

Duro attacco dell’UDC: «Berset può fare quello che vuole in Svizzera?»
© KEYSTONE/Anthony Anex

Duro attacco dell’UDC: «Berset può fare quello che vuole in Svizzera?»

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La data chiave che tutta la popolazione attende con ansia è quella di mercoledì 17 febbraio in cui il Consiglio federale dovrebbe decidere se estendere il lockdown oltre il 1. marzo oppure procedere con qualche allentamento delle misure di contenimento. Dovrebbe, appunto. Perché stando alle anticipazioni del Blick l’attesa comunicazione di Berna - dopo aver ascoltato il parere dei Cantoni - sarebbe slittata al 24 febbraio (lasciando quindi solo 4 giorni di tempo alle imprese per reagire) mentre mercoledì prossimo ci sarebbe solo una prima consultazione tra i sette saggi. Una notizia, questa, che ha fatto andare su tutte le furie l’UDC Svizzera. Tramite un comunicato stampa infatti i democentristi si scagliano contro il Governo federale e, in particolare, contro il consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset, domandandosi se effettivamente «possa fare quello che vuole in questo Paese» e accusandolo di utilizzare «ogni trucco possibile e immaginabile per prevenire una ragionevole revoca delle restrizioni».

La richiesta dell’UDC è chiara, ovvero che «il 17 febbraio il Consiglio federale decida, come previsto, di porre fine alla reclusione all’inizio di marzo in modo che la popolazione svizzera possa tornare a vivere e lavorare».

Berset utilizza ogni trucco possibile per prevenire una ragionevole revoca delle restrizioni

Critiche anche all’UFSP
Secondo l’UDC la decisione di posticipare la comunicazione sugli allentamenti si aggiunge alla lista degli errori commessi dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP): «Mancanza di dispositivi di protezione la scorsa primavera, informazioni contraddittorie sulle maschere respiratorie, tracciamento dei contatti che non funziona, mancanza di un concetto nazionale per la protezione delle case per anziani e delle case di cura, misure arbitrarie e contraddittorie, debacle dell’acquisizione di vaccini e del piano di vaccinazione», si legge nel comunicato. In estrema sintesi, i democetristi accusano Alain Berset e l’UFSP di «distogliere l’attenzione dai loro errori moltiplicando misure draconiane. Nel frattempo, questa politica di contenimento distruttiva genera danni sociali, sociali ed economici sempre più pesanti».

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