«False dichiarazioni sulla provenienza del legno», archiviato il procedimento contro Ikea

CONTROVERSIA

Per il Dipartimento federale dell’economia, dell’educazione e della ricerca si è trattato di «ripetuta dichiarazione errata di un singolo prodotto» – Non è d’accordo il Fondo Bruno Manser, che aveva denunciato: «Più di 80 segnalazioni, ma non viene multata»

«False dichiarazioni sulla provenienza del legno», archiviato il procedimento contro Ikea
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La Confederazione ha archiviato il procedimento penale amministrativo contro Ikea Svizzera per sospetto di false dichiarazioni sulla provenienza del legno. Il Dipartimento federale dell’economia, dell’educazione e della ricerca (DEFR) ha annunciato che le premesse per una riparazione sono state soddisfatte.

Il torto causato da una ripetuta dichiarazione errata di un singolo prodotto è stato corretto e la trasparenza per i consumatori è stata ripristinata, scrive DEFR in risposta a una domanda di Keystone-ATS.

La denuncia contro il colosso svedese della vendita al dettaglio di mobili era stata inoltrata dal Fondo Bruno Manser il 31 agosto del 2020 al DEFR e all’Ufficio federale del consumo.

In risposta al procedimento penale, «Ikea ha immediatamente avviato misure per migliorare la dichiarazione del legno; misure che vanno ben oltre la correzione del singolo prodotto dichiarato scorrettamente e che hanno portato a uno standard di dichiarazione più elevato per l’intera gamma di prodotti in legno», nota il DEFR.

In un comunicato odierno, il Fondo Bruno Manser critica l’abbandono della denuncia, sottolineando che aveva segnalato più di 80 violazioni, ma che il DEFR ha limitato il procedimento penale a due casi in cui il prodotto in questione è stato dichiarato erroneamente due volte. Negli altri casi, «Ikea ha avuto la possibilità di procedere a correzioni».

Secondo Lukas Straumann del Fondo Bruno Manser «è sconcertante che Ikea non venga punita con la multa prevista dalla legge». «Non si può parlare di riparazione di un torto, Ikea ha semplicemente promesso di rispettare la legge in futuro», sottolinea Straumann in un comunicato.

All’epoca della denuncia Aurel Hosennen, membro del consiglio di amministrazione di Ikea Svizzera, aveva affermato che succede sempre nei negozi che ai mobili manchino le etichette, poiché vengono applicate a mano all’Ikea: ne vengono sostituite un centinaio al giorno perché andate perdute. E le dichiarazioni di provenienza sono inoltre presenti sul sito web da anni. «Nella catena di approvvigionamento viene utilizzato solo legname di provenienza legale», aveva sostenuto.

Nel maggio del 2020 un’organizzazione non governativa britannica aveva criticato l’azienda svedese perché sospettata di aver utilizzato legname abbattuto illegalmente proveniente dall’Ucraina e dalla Romania.

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