Garzoni: «Se cadesse il contact tracing ci sarebbe un’impennata»

La reazione

In merito ai 528 casi odierni, il medico ticinese sostiene che dovremmo abbandonare l’analisi del singolo dato quotidiano e concentrarci invece sull’andamento delle ultime settimane e aggiunge: «Bisogna valutare cantone per cantone»

Garzoni: «Se cadesse il contact tracing ci sarebbe un’impennata»
© CdT/ Chiara Zocchetti

Garzoni: «Se cadesse il contact tracing ci sarebbe un’impennata»

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Per la prima volta dopo mesi, i contagi in Svizzera sono tornati a superare la soglia delle 500 unità giornaliere. Abbiamo chiesto allo specialista in Medicina interna e Malattie infettive della Clinica Luganese Moncucco Christian Garzoni di commentare per noi questo dato.

Come leggere i 528 nuovi contagi registrati oggi nel nostro Paese?

«Sono convinto che dovremmo abbandonare l’analisi del singolo dato quotidiano e concentrarci invece sull’andamento delle ultime due settimane. In Svizzera c’è un lento ma costante aumento dei casi che va comunque tenuto sotto controllo, anche in Ticino. Il numero Rt cresce in maniera contenuta e quindi non vi è una fase esponenziale. Questo anche perché l’attività di contact tracing è aggressiva: tutti i casi vengono contattati e messi in quarantena. Ciò permette di contenere i focolai. È pur vero che i cantoni con numeri alti iniziano ad arrivare al limite della capacità di rintracciamento. Se cadesse il contact tracing, i numeri potrebbero aumentare rapidamente. Ad ogni modo, le cifre svizzere vanno guardate cantone per cantone. Vaud, Zurigo e Ginevra hanno una situazione delicata, ben oltre la soglia di allarme dei 60 casi ogni 100.000 abitanti».

Qual è la situazione negli ospedali?

«Per il momento è buona, perché la maggior parte dei contagi si registra fra i giovani. Tuttavia bisognerà evitare colli di bottiglia a livello di test diagnostici nei mesi freddi. Bisognerà quindi riuscire a testare velocemente tutte le persone con sintomi influenzali in modo da porre in quarantena solo chi veramente ha il Sars-Cov-2. La chiave sarà rimanere a casa e sottoporsi rapidamente al test in caso di sintomi influenzali».

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