Giro di vite del Consiglio federale, facciamo un po’ di chiarezza

nuove misure

In quali luoghi vige l’obbligo della mascherina? Sono previste deroghe per i bambini? Quali le regole per gli eventi privati e negli spazi pubblici? E le multe? Tutto quello che c’è da sapere sulle nuove misure varate da Berna

Giro di vite del Consiglio federale, facciamo un po’ di chiarezza
© CdT/Gabriele Putzu

Giro di vite del Consiglio federale, facciamo un po’ di chiarezza

© CdT/Gabriele Putzu

Il Consiglio federale, d’intesa con i Cantoni, ha varato nuovi provvedimenti per frenare la diffusione del coronavirus. Da domani, lunedì 19 ottobre, in tutta la Svizzera sarà obbligatorio portare la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico. Già dallo scorso 6 luglio l’obbligo della mascherina vige su tutti i mezzi pubblici. Saranno inoltre vietati gli assembramenti spontanei di più di 15 persone nello spazio pubblico e per tutte le manifestazioni private con oltre 15 persone vige l’obbligo della mascherina. Nel settore della ristorazione la consumazione è consentita soltanto stando seduti e devono essere registrati i dati di contatto di tutti i partecipanti. Come aveva già fatto nello scorso mese di marzo, il Consiglio federale raccomanda di nuovo il telelavoro.

Ma in quali luoghi vige l’obbligo della mascherina? Sono previste deroghe per i bambini? Quali le regole per gli eventi privati e negli spazi pubblici? E le multe? Facciamo un po’ di chiarezza.

In quali luoghi vige l’obbligo della mascherina?

Sono considerati «luoghi al chiuso» i negozi, i centri commerciali, le strutture ricreative e per il tempo libero (musei, biblioteche, sale cinematografiche, teatri, locali per concerti ecc.), le strutture della ristorazione, i bar, le imprese del terziario (uffici postali, agenzie di viaggio ecc.), i settori d’accesso dei trasporti pubblici (stazioni ferroviarie, aeroporti, fermate di autobus e tram ecc.), gli alberghi e le strutture alberghiere, le strutture sanitarie (studi medici, ospedali ecc.), le chiese e i luoghi religiosi visitati per interesse turistico o perché vi si tiene una manifestazione religiosa.

L’obbligo della mascherina vige anche in tutti i locali dell’amministrazione pubblica accessibili al pubblico, soprattutto in quelli in cui sono offerti servizi allo sportello. La mascherina deve essere tuttavia indossata anche nei settori generalmente accessibili al pubblico degli edifici amministrativi nei quali si riceve su appuntamento (ad esempio servizi sociali o tribunali).

L’obbligo della mascherina vale infine anche nei locali al chiuso in cui si tengono sedute parlamentari, per quanto siano accessibili ai visitatori.

Sono previste deroghe per i bambini e altre persone?

I bambini che non hanno ancora compiuto i 12 anni sono esentati dall’obbligo della mascherina, come pure le persone che possono dimostrare di non poterne indossare una per motivi particolari, soprattutto medici.

È prevista una deroga anche per le persone che si esibiscono pubblicamente (artisti, oratori, sportivi ecc.), se durante l’esibizione non è possibile indossare una mascherina facciale. Non appena conclusa l'esibizione devono però indossarne una.

Sono esentati dall’obbligo anche gli ospiti di ristoranti e bar, se sono seduti a un tavolo e se mangiano o consumano bevande. Tuttavia, quando si recano al loro tavolo o alla toilette devono indossare la mascherina facciale. L’obbligo vige anche quando si balla o si gioca (biliardo, freccette ecc.).

Si può essere multati se non si indossa la mascherina?

Sì. In virtù della legge sulle epidemie, la violazione dell’obbligo della mascherina è punibile con una multa fino a 10.000 franchi. Anche chi contravviene a quest'obbligo per negligenza è punibile con una multa fino a 5.000 franchi. Il perseguimento penale è compito dei Cantoni. Incombe alle autorità cantonali competenti giudicare l’infrazione (autorità penali delle contravvenzioni o pubblico ministero). Il proprietario di un negozio può decidere se desidera sporgere denuncia; la polizia ha invece l’obbligo di farlo se constata una presunta violazione dell’obbligo di indossare la mascherina.

Quali sono le nuove prescrizioni per le strutture della ristorazione?

Nuovo è il divieto di consumare alimenti e bevande stando in piedi, che vige per tutti i locali gastronomici e ricreativi in Svizzera. La consumazione è consentita soltanto stando seduti, a prescindere se avvenga nei locali al chiuso o negli spazi esterni della struttura destinati ai propri clienti. Fatte salve prescrizioni più severe delle autorità cantonali, vige inoltre l’obbligo di registrare i dati di contatto di una persona per tavolo o per gruppo. Queste prescrizioni valgono per tutte le strutture della ristorazione, i bar, i club, le discoteche e le sale da ballo e per tutte le strutture pubbliche che offrono alimenti e bevande per il consumo diretto, come pure per le strutture ricreative, quali le case da gioco.

Che cosa s’intende per ‹manifestazione privata›?

Sono considerate private le manifestazioni che si svolgono su invito all’interno della cerchia dei familiari o degli amici. Sono comprese anche le feste in un appartamento condiviso o in un altro locale privato, organizzate su invito o tramite i social media. Le manifestazioni nelle società e nelle organizzazioni per il tempo libero (ad esempio. scout, altre attività societarie) non sono invece considerate private; per esse è tuttavia necessario elaborare e attuare un piano di protezione.

Quali regole vigono per le manifestazioni private?

Le manifestazioni private cui partecipano fino a 15 persone possono essere svolte senza prescrizioni particolari, nel rispetto tuttavia delle regole di distanziamento sociale e di igiene dell’UFSP.

Per le manifestazioni private cui partecipano da 16 a 100 persone, come finora l’organizzatore non è tenuto a elaborare un piano di protezione. Vige però l’obbligo della mascherina. Inoltre la consumazione deve avvenire stando seduti e devono essere registrati i dati di contatto dei partecipanti. Questa regola si applica ai locali privati non accessibili pubblicamente. Se la manifestazione si svolge in una struttura che di norma è accessibile al pubblico (p. es. sala noleggiata in un albergo o un ristorante), si applicano anche le misure previste dal piano di protezione elaborato dall’albergo o dal ristorante per questo locale.

Le manifestazioni private con più di 100 persone possono ora avere luogo soltanto in strutture accessibili al pubblico che dispongono di un piano di protezione (p. es. ristoranti, alberghi, locali per eventi). L’organizzatore della manifestazione privata deve inoltre elaborare e attuare un piano di protezione specifico.

E quelle nello spazio pubblico?

In aggiunta alle nuove prescrizioni per le manifestazioni private, vigono anche nuove prescrizioni per gli assembramenti di persone nello spazio pubblico. Per gli assembramenti con fino a 15 persone valgono le raccomandazioni dell’UFSP sul distanziamento sociale e sull’uso della mascherina facciale se non può essere mantenuta la necessaria distanza.

Gli assembramenti spontanei di più di 15 persone nello spazio pubblico sono vietati. In questo modo si vuole evitare in particolare che le manifestazioni private vengano trasferite nello spazio pubblico.

Le manifestazioni politiche sono tuttora autorizzate, ma è prescritto l’uso della mascherina.

Per le manifestazioni pubbliche (concerti ecc.) non cambia nulla. Tuttavia, nei locali che prevedono la suddivisione in settori, per esempio le discoteche, la grandezza dei singoli settori è ridotta da 300 a 100 persone per facilitare il tracciamento dei contatti.

Perché la Confederazione raccomanda di nuovo il telelavoro?

Lavorare da casa contribuisce a ridurre la mobilità e quindi i contatti, sia sul tragitto casa-lavoro sia sul posto di lavoro. Inoltre, grazie al telelavoro si riduce il rischio di dover mettere in quarantena un intero team a causa di un caso di COVID-19. Come aveva già fatto nella primavera scorsa, l’UFSP raccomanda pertanto ai lavoratori, se ne hanno la possibilità, di lavorare da casa. Come nella primavera del 2020, le aziende sono invitate a seguire le raccomandazioni sul telelavoro dell’UFSP durante l’epidemia di COVID-19. Non sussiste tuttavia alcun obbligo di telelavoro.

Giro di vite del Consiglio federale, facciamo un po’ di chiarezza
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1