Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

CLIMA

Galvanizzati dalla vittoria giudiziaria di ieri, una trentina di persone ha organizzato un’altra azione di protesta a Losanna

Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS
© KEYSTONE/Laurent Gillieron

Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

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Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

Gli attivisti sono neri, come il carbone nell’atrio di UBS

(Aggiornata alle 19) Galvanizzati dalla vittoria giudiziaria di ieri, attivisti per il clima hanno organizzato un’altra azione di protesta contro una banca a Losanna. Stavolta sono entrati in una filiale dell’UBS per denunciare gli investimenti dell’istituto nei combustibili fossili.

L’azione si è svolta nell’ambito della campagna per le elezioni suppletive al Consiglio di Stato vodese del 9 febbraio, hanno indicato i responsabili dello Sciopero per il clima di Vaud. Essi hanno sottolineato che l’operazione era stata stabilita prima della decisione di ieri del Tribunale distrettuale di Renens (VD) di assolvere dodici attivisti per un’azione condotta nel novembre 2018 nei locali di Credit Suisse a Losanna.

Il movimento ha presentato una candidata - Juliette Vernier - scelta a sorteggio. Vernier era presente all’azione - non annunciata - che si è svolta alla filiale di UBS in piazza St-François a partire dalle 14.30.

«Si tratta di un’azione collettiva e non unicamente a mio nome», ha brevemente spiegato a Keystone-ATS Vernier. Quest’ultima non ha voluto dire se altre azioni di questo tipo siano previste nell’ambito della sua candidatura al governo vodese.

Una ventina di militanti vestiti in giacca e cravatta - gli uomini - e in tailleur - le donne - hanno sparso carbone nell’atrio dell’edificio, agitato striscioni, cantato canzoni e inneggiato slogan.

«Vi restituiamo il vostro carbone», «Usciremo quando uscirete dal fossile», «Il mio conto bancario inquina più di me», «Le banche distruggono la vita sulla Terra! la nostra vita!», si poteva leggere sugli striscioni. I partecipanti hanno chiesto a UBS «la fine immediata degli investimenti nei combustibili fossili», secondo la lettura ad alta voce di un comunicato ufficiale.

La protesta si è svolta in maniera pacifica, in forma umoristica e teatrale. Responsabili della banca, di cui due portavoce, sono andati rapidamente incontro ai manifestanti: tra loro è nata una discussione su clima, inquinamento, riscaldamento, responsabilità delle banche e delle imprese, ognuno avanzando le sue argomentazioni.

Nessun fermo

La vivace discussione ha preso anche un aspetto scientifico quando il filosofo e professore dell’istituto di geografia e sostenibilità dell’università di Losanna, Dominique Bourg, si è intrattenuto con uno dei rappresentanti della banca.

La polizia è arrivata sul posto dopo una quindicina di minuti con tre o quattro veicoli e una ventina di agenti. Una decina di attivisti - due dei quali con la testa in un sacco di tessuto e in piedi su del carbone con dei cartelli - erano presenti anche davanti alla banca.

Poco prima delle 17.00 gli attivisti sono usciti dall’istituto in corteo, dopo che la polizia aveva rilevato la loro identità. Nessuno è stato fermato.

La banca ha reagito con un comunicato: «UBS si è impegnata in un dibattito con i manifestanti. I responsabili hanno dialogato con loro per oltre un’ora e mezzo e poi li ha invitati a lasciare l’edificio: i manifestanti si sono dapprima rifiutati ma successivamente hanno cambiato idea».

UBS sottolinea che «è una delle banche leader nel mondo in materia di investimenti sostenibili. Si è impegnata ad allineare la sua strategia di affari agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu e all’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico». UBS non ha ancora deciso se sporgerà denuncia.

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