Gottardo, i prezzi d’appalto per la canna-bis preoccupano

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Costruzione Ticino rilancia il dialogo con il Consiglio federale sulle condizioni di lavoro e i prezzi di appalto

Gottardo, i prezzi d’appalto per la canna-bis preoccupano
© CdT/Archivio

Gottardo, i prezzi d’appalto per la canna-bis preoccupano

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Evitare pericolose corse al ribasso delle offerte negli appalti e difendere il principio del rispetto delle condizioni di lavoro sono tra le prorità di CostruzioneTicino che, in un comunicato odierno, rilancia il dialogo con il Consiglio federale su questi due temi in vista della costruzione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo.

L’ente aveva già reso noto le proprie preoccupazioni sui criteri d’appalto e il pericolo dei prezzi troppo bassi, i quali potrebbero influire negativamente sulle condizioni di lavoro e sull’impatto ambientale dei lavori. Seppur soddisfatto della recente presa di posizione della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, che condivide le preoccupazioni sollevate, garantendo il suo impegno affinché i cantieri si svolgano nel rispetto di buone condizioni di lavoro e ambientali, CostruzioniTicino osserva che i primi appalti non contempleranno il criterio di aggiudicazione dell'attendibilità del prezzo (in quanto pare non conforme all'attuale giurisprudenza). Questo, anche se la nuova Legge federale sugli acquisti pubblici (che entrerà in vigore all’inizio del 2021) va proprio nella direzione di favorire la plausibilità del prezzo.

L’ente, che si è messo a disposizione di USTRA per uno scambio di opinioni sull’impostazione dei nuovi criteri di aggiudicazione, garantisce la massima determinazione a mantenere alta la guardia a livello di controlli mirati e puntuali sul territorio, coinvolgendo i vari organi di controllo. «Siamo comunque convinti - si legge nella nota - che il primo passo per evitare i problemi sorti in passato con alcune grandi opere pubbliche deliberate a prezzi eccessivamente bassi sia quello di definire nei bandi di concorso dei criteri di aggiudicazione che permettano al committente di deliberare davvero alla migliore offerta, che non è per forza quella dal prezzo più basso».

Per quanto concerne invece le condizioni di lavoro, Costruzione Ticino esprime preoccupazione «in quanto nel progetto in discussione si apre la strada ad un fondamentale cambiamento di paradigma, secondo cui non sono più da rispettare le condizioni di lavoro del luogo d’esecuzione (cantiere), ma quelle del luogo d’origine (sede dell’azienda)». Il testo spiega in seguito che è «risaputo che in Svizzera, accanto ai Contratti collettivi di lavoro (CCL) nazionali, esistono una miriade di CCL cantonali, pure in gran parte dichiarati di forza obbligatoria, che prevedono condizioni contrattuali migliori di quelle nazionali. Dovesse passare il principio del rispetto delle condizioni del luogo d’origine - conclude l’associazione - le ditte domiciliate nei cantoni dove vigono CCL cantonali verrebbero ad essere svantaggiate dal profilo concorrenziale rispetto a quelle provenienti da fuori cantone e quindi oggetto di disparità di trattamento».

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