Grandi eventi, «Un esperimento dall’esito incerto»

rassegna stampa

Un allentamento tra euforia e prudenza - Occhi puntati sulla responsabilità dei club e dei tifosi - Lista dei paesi a rischio: Cassis propone di escludere preventivamente quelli limitrofi

Grandi eventi, «Un esperimento dall’esito incerto»
©CdT/Archivio

Grandi eventi, «Un esperimento dall’esito incerto»

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La Svizzera riapre ai grandi eventi dal 1. ottobre e l’eco sui principali quotidiani elvetici non è mancata. La notizia, annunciata ieri dal consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa, crea euforia per alcuni ma timori per altri. «Viva lo sport!» («Es lebe der Sport!») è il titolo in prima pagina del Blick, secondo il quale l’allentamento porta una nuova prospettiva per calcio, hockey e sci. Un «piccolo sospiro di sollievo» insomma, scrive Le Temps, per gli organizzatori di eventi sportivi.

«I club sportivi hanno la meglio sul Consiglio federale grazie alle loro pressioni», si legge sulle colonne del Tages Anzeiger dove si evidenzia anche che Berset ha chiesto invano maggiore cautela. Per il quotidiano svizzero-tedesco questa riapertura rappresenta «un esperimento dall’esito incerto» e saranno i club sportivi, con il rigore e il rispetto delle regole, a dover dimostrare di essersi guadagnati la fiducia del governo.

«Il Consiglio federale affretta l’apertura», è il titolo della Neue Zürcher Zeitung che sottolinea che la Svizzera sta concedendo molto più dei paesi limitrofi e, nel commento, critica la decisione di non imporre un divieto di consumare bevande alcoliche negli stadi. Decisione quest’ultima che «va contro il rispetto del concetto di sicurezza».

La responsabilità individuale è al centro delle considerazioni della Tribune de Genève e del 24 heures: è tutto nelle mani dei tifosi, che dovranno rispettare le rigide regole previste, dalle mascherine alla necessità di occupare solo posti a sedere. Dovranno «abbracciare la causa degli stadi aperti, anziché il proprio vicino di posto».

Tribune de Genève e Tages Anzeiger entrano pure nel merito della lista dei paesi a rischio, da cui resta per ora esclusa la Francia, che pur avendo riscontrato un forte aumento dei contagi resta fuori dall’elenco. Questo, come ha spiegato Berset, per i molti scambi tra i due paesi. Il consigliere federale Ignazio Cassis, fa sapere il Tages Anzeiger, avrebbe proposto ai colleghi di esentare preventivamente i paesi confinanti dalla lista di quelli a rischio. Una decisione dovrà ancora essere presa.

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