I 30 km/h ovunque non piacciono

SVIZZERA

Il dato principale dell’inchiesta realizzata a inizio dicembre è inequivocabile: «Quasi il 68% degli svizzeri (hanno risposto 1.163 abitanti) è contrario a una generalizzazione del limite nelle località» – TCS, USAM, LITRA e FSP scendono in campo

I 30 km/h ovunque non piacciono
© CdT/Archivio

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TCS, USAM, LITRA (trasporti pubblici) e Federazione svizzera dei pompieri (FSP) scendono oggi in campo per dire la loro ferma opposizione alla generalizzazione del limite di 30 km/h negli abitati. Facendo valere i risultati di un sondaggio, chiedono che venga rispettata la gerarchia e la funzionalità delle varie arterie. Le quattro associazioni reagiscono alle iniziative di alcune città e località più piccole per generalizzare i 30 km/h. Se per le strade di interesse locale può essere adottato un limite di 30 km/h, o anche di 20 km/h nelle zone di incontro, per quelle utilizzate dal traffico generale devono rimanere in vigore i 50 km/h, si legge in un comunicato comune diramato oggi.

Trasporto pubblico penalizzato
«Ogni tipo di strada ha una funzione specifica che deve essere rispettata per garantire la funzionalità della rete nel suo insieme», dice, citato nella nota, il presidente del Touring club svizzero (TCS) Peter Goetschi. Un approccio differenziato ai regimi di velocità aiuterà a mantenere la funzionalità della rete nel suo complesso, sia per il trasporto privato che pubblico. Per il TCS anche le biciclette elettriche veloci (che possono raggiungere i 45 km/h) sarebbero molto svantaggiate da un limite generale di 30 km/h. Per Martin Candinas, consigliere nazionale (Centro/GR) nonché presidente della LITRA, associazione di promozione del trasporto pubblico, «una generalizzazione dei 30 km/h sulle strade principali delle città e degli agglomerati avrà un effetto negativo sull’uso del trasporto pubblico. I tram e gli autobus perderanno la loro attrattiva», avverte, pure lui citato nel comunicato.

Spinge le aziende a stabilirsi fuori dai centri urbani
Secondo Thomas Widmer, direttore della FSP, una generalizzazione dei 30 km/h nelle città minerà l’efficienza dei servizi di emergenza a scapito delle vittime. Infine il comunicato cita anche Fabio Regazzi, consigliere nazionale (Centro/TI) e presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). «Gli abitanti della città a volte dimenticano che i prodotti che acquisiscono nei centri città sono consegnati per la maggior parte su strada e che il tempo di consegna è un fattore determinante nella determinazione del prezzo finale. Una generalizzazione del limite di velocità di 30 km/h nelle aree urbane, combinato con altri ostacoli come l’eliminazione massiccia dei parcheggi, ha l’effetto di spingere le imprese a stabilirsi fuori dai centri urbani», sostiene.

A loro favore, le organizzazioni fanno valere un sondaggio commissionato dal TCS all’istituto LINK che, tra il primo e il 7 dicembre scorsi, ha interrogato 1.163 abitanti delle tre regioni linguistiche di età compresa tra 15 e 79 anni. Per gli autori dello studio il campione è rappresentativo della popolazione svizzera. Il margine di errore non è pubblicato.

Una soluzione uniforme in Svizzera
Il dato principale dell’inchiesta è inequivocabile: «Quasi il 68% degli svizzeri è contrario a una generalizzazione del limite di velocità di 30 km/h nelle località», si legge nel comunicato. Anche la soluzione alternativa di introdurre questa limitazione solo di notte non trova una maggioranza, dato che circa il 55% della popolazione rifiuta questa idea, mentre il 38% la sostiene e l’8% non si esprime. Sposando le richieste delle quattro associazioni, quasi i tre quarti della popolazione (73%) vogliono che il limite di velocità di 30 km/h sia riservato alle strade di interesse locale (per esempio le zone residenziali). A tutte queste domande gli interrogati rispondono sensibilmente allo stesso modo indipendentemente dal loro luogo di residenza, città o zone rurali. Il sondaggio mostra anche che tre quarti degli interrogati (73%) vorrebbero vedere adottata in Svizzera una soluzione uniforme per fissare i limiti di velocità locali. Solo il 23% pensa il contrario e il 5% non esprime un’opinione. Tutte le regioni linguistiche sono d’accordo su questo punto: Svizzera tedesca (72%), Romandia (73%) e Ticino (75%), senza una vera differenza tra città (72%) e campagna (73%).

La Lega contro il rumore non ci sta
Per la Lega svizzera contro il rumore, la distinzione fatta dal Touring club svizzero (TCS) tra strade in zone residenziali e arterie destinate al traffico è «completamente sbagliata». Nelle aree edificate, ogni strada ha per definizione una vocazione residenziale. Proteggere solo una parte della popolazione dal rumore dannoso per la salute non può essere un’opzione, si legge in un comunicato diramato oggi in risposta all’appello lanciato da quattro associazioni, tra cui il TCS, contro la generalizzazione del limite di velocità di 30 km/h negli abitati. Questo limite è «un mezzo efficace per ridurre l’inquinamento fonico». Una sua introduzione in tutta un’area urbana non rallenterebbe il traffico, ma lo renderebbe più fluido e sicuro, sostiene la Lega.

A Losanna una petizione per i 50 km/h di notte
Una petizione con 840 firme è stata inoltrata oggi a Losanna per chiedere alle autorità comunali e cantonali di reintrodurre i 50 km/h di notte in città. I 30 km/h - in vigore dallo scorso settembre tra le 22.00 e le 6.00 - devono rimanere l’eccezione per le zone residenziali, chiede il testo lanciato dai Giovani liberali radicali vodesi. Il provvedimento riguarda quasi 60 chilometri della rete stradale cittadina. Solo una quindicina di strade rimangono a 50 km/h, in particolare le arterie che entrano nel capoluogo e quelle sulla riva del Lemano. «Dalla metà di settembre tutta la città di Losanna va a rilento (...). Gli automobilisti, gli autobus e i servizi di emergenza devono dar prova di pazienza. Dovendo procedere a 30 km/h, i viaggi sono resi più lunghi e noiosi. Questa misura ha poco impatto sul rumore in città, dove l’inquinamento fonico ambientale è frequente», scrivono i promotori dell’iniziativa.

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