I contrari alla Legge sul CO2: «Se la sono un po’ cercata»

le reazioni

Il consigliere nazionale del PPD Fabio Regazzi commenta l’esito del voto e invita i partiti di centro a fare autocritica: «È stato fatto l’errore di voler alzare troppo l’asticella» - Il presidente dell’UDC Marco Chiesa: «Uno schiaffo alla politica di sinistra»

I contrari alla Legge sul CO2: «Se la sono un po’ cercata»
© EPA/SHAHZAIB AKBER

I contrari alla Legge sul CO2: «Se la sono un po’ cercata»

© EPA/SHAHZAIB AKBER

«Se la sono un po’ cercata», commenta il consigliere nazione del PPD Fabio Regazzi. «È stato fatto l’errore di voler alzare troppo l’asticella, con tasse che avrebbero pesato sui cittadini e sulle piccole e medie imprese. Una linea, questa, finora sempre sostenuta dall’area rosso-verde, ma che questa volta ha trovato il sostegno anche delle forze di centro (PPD e PLR). Sin dall’inizio, però, io avevo reso attenti i partiti che questa legge sarebbe sfociata in un referendum e che sarebbe stato difficile raccogliere una maggioranza di consensi tra la popolazione». Non solo. Il consigliere nazionale popolare democratico ritiene che il risultato «dovrebbe indurre i partiti di centro a porsi qualche domanda» e «a fare un po’ di autocritica»: «PPD e PLR hanno sbagliato clamorosamente a sostenere questa posizione e i loro elettori li hanno sconfessati». Ora, «bisognerà mettersi al lavoro», dice Regazzi: «Gli obiettivi climatici sono condivisi, dovremo quindi trovare soluzioni più equilibrate e puntare su altri aspetti, come la ricerca e lo sviluppo, per dare una risposta a un problema riconosciuto da tutti».

A rallegrarsi dell’esito del voto c’è anche il consigliere agli Stati e presidente dell’UDC Marco Chiesa: «Il mio partito ha sempre avversato questa legge, costosa, inutile e ingiusta. Anche se da soli contro tutti, anche le forze borghesi in Parlamento, abbiamo sempre creduto nella forza dei nostri argomenti e con perseveranza siamo riusciti in tutta la Svizzera ad avversare questa legge che avrebbe creato vincitori e perdenti tra campagna e città». Spaccatura, rimarca il presidente democentrista, che si è palesata alle urne. La lettura politica, afferma, è chiara: «L’alto numero di Cantoni contrari fanno di questo risultato uno schiaffo alla politica di sinistra e della Consigliera federale Sommaruga». Dopo la vittoria alle urne, la palla passa nuovamente nel campo della politica. «Siamo favorevoli a misure in favore del clima ma questa legge era talmente illiberale e penalizzante che non poteva essere sostenuta. La Svizzera può giocate altre carte, tra cui l’innovazione, lo sviluppo di nuove tecnologie e di incentivi che facciano leva sulla responsabilità individuale e non su programmi di ridistribuzione di stampo socialista dove molti pagano e pochi ricevono». Ora, conclude, è il momento di sedersi al tavolo «tenendo in considerazione cosa il cittadino svizzero non è disposto ad accettare. Ossia nuove tasse, nuovi divieti e nuovi rincari».

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1