«I media vanno sostenuti»

Camere federali

Il settore è confrontato con difficoltà strutturali e per la Svizzera è «irrinunciabile» disporre di un paesaggio mediatico intatto - Per questo, la competente Commissione del Nazionale ha approvato gli aiuti al settore

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I media - settore indispensabile al buon funzionamento della democrazia - sono confrontati con difficoltà strutturali. Misure di sostegno sono quindi necessarie. È il parere della Commissione dei trasporti del Nazionale (CTT-N) che, con 17 voti contro 7, ha deciso di entrare nel merito del progetto in materia presentato dal Consiglio federale.

La maggioranza della CTT-N ritiene infatti che, sotto il profilo democratico e politico, sia «irrinunciabile» per la Svizzera disporre di un paesaggio mediatico intatto, «con un’offerta radiotelevisiva, stampata e online diversificata ed equivalente in tutte le regioni e lingue nazionali».

Senza un sostegno supplementare dalla mano pubblica, tale offerta è a rischio a causa delle difficoltà economiche nelle quali il settore dei media versa da anni, sottolinea la commissione. Questa non ha ancora discusso dei dettagli del disegno di legge del governo, lo farà nel corso della seduta di agosto. Nel frattempo la CTT-N ha incaricato l’Amministrazione federale di elaborare un rapporto che illustri le modalità concrete di attuazione del progetto di sostegno ai media online.

Una minoranza proporrà al plenum di non entrare in materia. Teme infatti che a lungo termine un aumento dei sussidi pubblici vada a compromettere l’indipendenza dei media e generi nuove disparità di trattamento tra le varie aziende del settore.

A suo avviso, inoltre, il progetto mescola richieste disparate che andrebbero trattate in modo separato. Per quanto riguarda il sostegno ai media online, la minoranza teme che si tratti di una «inutile ingerenza in un mercato che funziona correttamente».

E proprio l’aiuto ai media online - 30 milioni l’anno per una durata di dieci anni destinati a progetti innovativi in questo settore - era stato rifiutato dal Consiglio degli Stati il mese scorso quando aveva discusso il pacchetto di aiuti alla stampa. Dopo averne approvato il principio, è mancata la maggioranza qualificata necessaria per sciogliere il freno alle spese. Via libera invece ai i crediti destinati alla stampa scritta ed elettronica (150 milioni).

Questi sono così ripartiti: 50 milioni per la distribuzione postale di giornali e periodici in abbonamento (20 in più rispetto alla proposta dell’esecutivo) e 30 milioni (10 in più) per quella associativa e delle fondazioni, 40 milioni per il recapito mattutino indipendente (tale somma non era prevista dal Consiglio federale) e 30 milioni per l’agenzia di stampa Keystone-ATS, gli istituti di formazione e perfezionamento e gli organismi di autoregolamentazione.

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