I medicinali in Svizzera costano sempre più che all’estero

Sanità

È quanto emerge da un nuovo confronto con nove Paesi europei - Rispetto al 2019 gli scarti sono comunque un po’ diminuiti, anche per effetto del cambio

I medicinali in Svizzera costano sempre più che all’estero
© CdT/Archivio

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I prezzi dei medicinali rimangono sensibilmente più cari in Svizzera che all’estero, sebbene lo scarto sia un po’ diminuito, anche per effetto del cambio: i consumatori elvetici sono chiamati a pagare il 4,5% in più per farmaci protetti da brevetto, il 10% in più per i preparati originali con brevetto scaduto e il 42% per i medicinali generici.

È quanto emerge da un confronto – l’undicesimo della serie – realizzato in primavera con nove Paesi europei (ma nessuno del sud Europa) dall’organizzazione degli assicuratori malattia Santésuisse e da Interpharma, l’associazione delle imprese farmaceutiche. I dati – si legge in un comunicato congiunto – si basano su un cambio dell’euro di 1,15.

Rispetto alla corrispondente analisi del 2019 gli scarti sono un po’ diminuiti: il sovrapprezzo che gli svizzeri erano allora chiamati a pagare era stato quantificato rispettivamente al 7%, 14% e 48%. La contrazione delle differenze si spiega con lo sviluppo dei cambi e con le regolari verifiche dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), affermano le due organizzazioni.

Secondo il direttore di Interpharma, René Buholzer, «l’industria farmaceutica è l’unico attore del sistema sanitario che contribuisce regolarmente al contenimento dei costi con revisioni istituzionalizzate dei prezzi dei medicinali». Dato che i farmaci rappresentano solo il 12% circa dei costi sanitari totali, «anche gli altri attori del sistema sanitario sono chiamati a dare il loro contributo», afferma Buholzer, citato nella nota. Dal 2012 le riduzioni di prezzo hanno già permesso di risparmiare circa un miliardo di franchi. L’industria del ramo sostiene questo contributo, ma in cambio auspica che i pazienti in Svizzera abbiano un rapido accesso alle innovazioni sul fronte farmacologico.

Diversa è l’ottica dalla direttrice di Santésuisse Verena Nold. «Gli assicurati pagano sempre circa 200 milioni di franchi in più rispetto ai Paesi di paragone per i medicinali protetti da brevetto», osserva. «Il risparmio potrebbe essere ancora maggiore per i generici. Secondo i dati dell’Ocse, la quota di questi preparati in Svizzera è del 27%, un valore basso rispetto alla Germania, dove è dell’83%». Il costo dei generici è inoltre molto più elevato nella Confederazione che altrove, quasi il doppio: secondo Nold sarebbe possibile risparmiare diverse centinaia di milioni di franchi. «Per questo motivo Santésuisse è assolutamente favorevole all’introduzione di un sistema di prezzi di riferimento».

I prezzi di vendita in Svizzera sono stati confrontati con quelli praticati in Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Svezia. Per ogni categoria sono stati presi in considerazione i 250 farmaci più commercializzati. Per i preparati protetti da brevetto il paragone è stato effettuato in aprile, per gli altri in febbraio.

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