«I nostri vaccini a mRNA funzionano bene contro la variante Delta»

PANDEMIA

La rassicurazione arriva da Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni – La scorsa settimana in Ticino ci sono stati tre casi – «Chi si è sottoposto a due dosi ha una protezione del 90%»

«I nostri vaccini a mRNA funzionano bene contro la variante Delta»
© CdT/Chiara Zocchetti

«I nostri vaccini a mRNA funzionano bene contro la variante Delta»

© CdT/Chiara Zocchetti

La pandemia non è per nulla finita. L’estate avrebbe dovuto portare una sorta di «stabilizzazione» della situazione, e nel nostro Paese è così, ma nelle ultime settimane l’ombra della variante Delta (ex «indiana»), più contagiosa delle altre, sta facendo sentire il suo peso nel resto dell’Europa. Il ministro della Salute italiano ha addirittura deciso una mini-quarantena con obbligo di tampone per chi proviene dal Regno Unito, dove la variante (oltre che in Russia) sta dilagando. Anche in Ticino, la scorsa settimana, sono stati rilevati tre casi di persone che hanno contratto la COVID-19, contagiati con la variante Delta.

Ciò che preoccupa maggiormente, non è tanto la maggiore «appiccicosità», quanto il timore che le caratteristiche della variante potrebbero renderla più resistente ai vaccini. Lo stesso medico cantonale, Giorgio Merlani, ha invitato i ticinesi, in vista delle vacanze, a valutare l’incidenza e i rischi che si corrono recandosi in un altro Paese, soprattutto dove sono presenti le varianti.

Ma una rassicurazione arriva da Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni. «La variante Delta è sicuramente più contagiosa di altre - ha dichiarato a NZZ am Sonntag -, ma le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi di un vaccino a mRNA (quelli disponibili in Svizzera, ndr.), hanno una protezione pari al 90%.

Per Berger, i preparati di Moderna e Pfizer/BioNTech somministrati in Svizzera «si sono rivelati molto più efficaci rispetto ad altri», come ad esempio quello di AstraZeneca ampiamente utilizzato in Inghilterra. Il vaccino a mRNA fornisce all’organismo informazioni sul coronavirus permettendogli così di produrre proteine virali, che vengono poi riconosciute come estranee e inducono una reazione immunitaria. L’organismo si prepara in questo modo a combattere il virus. Al primo contatto con esso, la risposta immunitaria si attiva più velocemente, rendendo subito il virus innocuo e impedendo l’insorgere della malattia.

Sulle vaccinazioni ai ragazzi tra i 12 e i 15 anni (che il Consiglio federale potrebbe aprire la prossima settimana), il presidente della Commissione federale per le vaccinazioni ha spiegato che «sono sicuramente utili per giovani affetti da malattie pregresse e/o in contatto con persone a rischio».

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