I pazienti COVID in cure intense allungano le liste d’attesa

PANDEMIA

La Società svizzera di chirurgia del cuore e dei vasi toracici: «Aumenta il rischio per i pazienti non trattati di attacchi cardiaci, aritmie, insufficienze cardiache e morti per infarto»

I pazienti COVID in cure intense allungano le liste d’attesa
© CdT/Gabriele Putzu

I pazienti COVID in cure intense allungano le liste d’attesa

© CdT/Gabriele Putzu

L’attuale alta occupazione dei reparti di cure intensive ha quale conseguenza che non tutte le operazioni al cuore necessarie possono essere eseguite in tempo. La situazione concerne in particolare i pazienti con malattie cardiache complesse.

Lo indica in una nota odierna il presidente della Società svizzera di chirurgia del cuore e dei vasi toracici (SSCC) Peter Matt. L’associazione si dice «preoccupata per l’elevata occupazione delle cure intense negli ospedali svizzeri».

Le liste di attesa si allungano sempre di più e aumenta il rischio per i pazienti non trattati, provocando un grave pericolo per molte persone. La SSCC mette in guardia da complicazioni potenzialmente letali, quali attacchi cardiaci, aritmie, insufficienze cardiache e morti per infarto.

«È più importante che mai fermare l’aumento dei contagi», ha aggiunto Matt. Le misure igieniche e protettive dovrebbero continuare a essere seguite e le persone che possono dovrebbero essere vaccinate il prima possibile. La SSCC chiede inoltre con urgenza maggiori risorse e capacità nei reparti di cure intensive.

Ogni anno in Svizzera vengono realizzate oltre 7.000 operazioni cardiache maggiori.

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