I pipistrelli in Svizzera non sono portatori di virus pericolosi

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Ricercatori dell’università di Zurigo hanno scoperto 16 famiglie di virus in grado di infettare i vertebrati ma che non rappresentano alcun pericolo per l’uomo

I pipistrelli in Svizzera non sono portatori di virus pericolosi
© CdT/Archivio

I pipistrelli in Svizzera non sono portatori di virus pericolosi

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Virologi dell’università di Zurigo (UZH) hanno cercato virus negli escrementi e nelle pelli dei pipistrelli che vivono in Svizzera. Hanno scoperto 16 famiglie di virus in grado di infettare i vertebrati, che però non rappresentano alcun pericolo per l’uomo.

Anche se l’origine esatta non è stata identificata, i pipistrelli sono considerati la fonte più probabile del «nuovo coronavirus», il SARS-CoV-2, responsabile del Covid-19. A livello planetario, nei chirotteri sono stati identificati migliaia di virus diversi. Alcuni possono infettare l’uomo direttamente o attraverso un ospite intermedio. Questi cosiddetti virus zoonotici includono non solo vari coronavirus, ma anche gli agenti della rabbia, della malattia di Marburgo, dell’Ebola, il Nipah e l’Hendra.

L’équipe guidata da Cornel Fraefel e Jackub Kubaki, dell’Istituto di virologia dell’UZH, ha studiato di quali virus siano portatori i mammiferi volanti elvetici. Il loro lavoro è stato svolto in collaborazione con la clinica veterinaria dello zoo di Zurigo, l’ospedale veterinario di Zurigo e la Fondazione per la protezione dei pipistrelli indigeni in Svizzera.

I ricercatori hanno condotto analisi genomiche sugli escrementi e le pelli di 7291 pipistrelli di 18 diverse specie. Sono stati in grado di rilevare 39 diverse famiglie di virus. Il vespertilio maggiore (Myotis myotis) è risultato portatore di una grande varietà di virus (33 famiglie). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Plos One.

Un MERS innocuo

In una colonia di serotino bicolore (Vespertilio murinus), i ricercatori hanno scoperto un coronavirus Beta che assomiglia all’agente patogeno della MERS, già rilevato in altri paesi europei. La sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (MERS) è apparsa per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012, dove il virus si era probabilmente diffuso dai pipistrelli agli esseri umani attraverso i cammelli. Il tasso di mortalità tra le persone infettate è di circa il 35%.

Tuttavia, questo virus scoperto in Svizzera simile a quello responsabile della MERS non infetta gli esseri umani. Inoltre, nessun coronavirus è noto per essere passato dai chirotteri agli esseri umani senza un passaggio attraverso un ospite intermedio, dice Fraefel a Keystone-ATS. «Non c’è alcun rischio», dichiara il virologo.

Teoricamente, non è impossibile che il virus trovi un ospite intermedio, vi muti, diventi più virulento e alla fine passi all’uomo come patogeno. Tuttavia, «i contatti tra pipistrelli, altri animali selvatici e animali domestici sono molto più ridotti in Svizzera che in Asia», spiega Fraefel.

Condizioni naturali

I virologi intendono ora scoprire come le mutazioni nel genoma del virus della MERS si verifichino in condizioni naturali nella colonia di serotino bicolore.

Allo stesso tempo, continueranno ad esaminare campioni fecali e di tessuto per ottenere un quadro ancora più completo del viroma, ossia dell’insieme dei virus dei pipistrelli in Svizzera. I ricercatori si aspettavano di trovare virus dell’herpes e della rabbia: secondo uno studio precedente, i chirotteri indigeni ne sono portatori.

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