I primi effetti del coronavirus sul turismo

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Le prenotazioni di voli cancellate stanno crescendo e il numero di viaggiatori provenienti dalla Cina diminuirà del 30-50% nelle prossime settimane e mesi - Intanto si stanno muovendo anche le grandi aziende

I primi effetti del coronavirus sul turismo
© EPA/MARTIN DIVISEK

I primi effetti del coronavirus sul turismo

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Gli effetti del coronavirus sul turismo elvetico sono al momento limitati, ma la situazione potrebbe presto cambiare. Le prenotazioni di voli cancellate stanno già crescendo e, secondo le prime stime, il numero di viaggiatori provenienti dalla Cina diminuirà del 30-50% nelle prossime settimane e mesi.

Quasi 3000 persone in tutto il mondo sono state finora contagiate dal nuovo virus, con la metropoli cinese di Wuhan epicentro dell’epidemia. I decessi registrati sono un’ottantina e due casi sospetti sono al momento sotto esame a Zurigo.

Per cercare di contenere il contagio, il governo di Pechino ha vietato i viaggi di gruppo all’estero. Una misura che per ora, spiega un portavoce di HotellerieSuisse all’agenzia AWP, non ha avuto un grande impatto sul turismo svizzero. Questo perché gli ospiti diretti nella Confederazione durante le vacanze per il Capodanno cinese sono già arrivati.

Tuttavia, Svizzera Turismo si aspetta prossimamente un calo dei cinesi, fino al 50%. Ma al di là di questo, afferma un addetto stampa, non si possono fare altre previsioni. Gran parte dei viaggiatori di questa nazionalità si sposta in gruppo. In ogni caso, spesso i cinesi riservano con scarso preavviso e torneranno probabilmente in tempi brevi all’estero una volta che l’epidemia di coronavirus sarà terminata, sottolineano dall’associazione di settore.

A causa del virus, Swiss sta osservando un aumento delle disdette, anche se nel complesso si tratta ancora di una cifra contenuta. La controllata di Lufthansa non ha fornito numeri concreti.

Per le ferrovie le conseguenze si stanno facendo attendere. La Jungfraubahn, i cui passeggeri per un quinto sono cinesi, non ha ricevuto cancellazioni. Stesso discorso per la ferrovia di montagna del Titlis. L’impatto è limitato anche perché febbraio e marzo non sono tipici mesi di viaggio per i cinesi. Diverso il discorso per il periodo da maggio a ottobre, quando l’affluenza dal Paese asiatico aumenta considerevolmente.

In generale, i turisti cinesi - Hong Kong compresa - in Svizzera sono in forte incremento. Stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) riguardo al 2018, i pernottamenti in hotel sono stati circa 1,5 milioni (circa il 4% del totale), ovvero quasi sei volte in più che dieci anni fa. A Lucerna, notoriamente la città che preferiscono, oltre una prenotazione su dieci proviene dal Regno di Mezzo. Ginevra, Zurigo, Zermatt (VS) e Interlaken (BE) sono le altre destinazioni solitamente prese d’assalto.

Ecco come si stanno muovendo le grandi aziende

Le grandi aziende svizzere presenti in Cina seguono con attenzione gli sviluppi della situazione sanitaria, alla luce degli sviluppi posti dal coronavirus.

Il gruppo industriale ABB - 20.000 dipendenti, fra cui un centinaio a Wuhan, città considerata l’epicentro della crisi - ha informato il personale, mettendo fra l’altro disposizione un’applicazione mobile con consigli di comportamento. I viaggi verso Wuhan sono stati vietati.

Il fabbricante di ascensori Schindler raccomanda di evitare gli spostamenti da e per la Cina. Il colosso farmaceutico Novartis - che, come Schindler, non fornisce indicazioni dell’organico nel paese a partito unico - invita i dipendenti a lavorare da casa.

Da parte sua Nestlé fa sapere che la maggior parte dei collaboratori si trova ancora in vacanza, visto che il governo ha prolungato sino al 2 febbraio le ferie per il capodanno cinese. La multinazionale vodese ha preso anche provvedimenti nelle sue fabbriche, che sono 32 in Cina, ma nessuna a Wuhan.

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