I quattro oggetti in votazione il 13 febbraio

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Dall’iniziativa federale «proteggere i giovani dalla pubblicità per il tabacco» al «divieto degli esperimenti su animali ed esseri umani» - La modifica della legge federale sulle tasse di bollo e il pacchetto di misure in sostegno dei media

I quattro oggetti in votazione il 13 febbraio
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Il prossimo 13 febbraio si voterà a livello federale sulle iniziative popolari per la «protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco» e per il «divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani». Gli elettori dovranno inoltre esprimersi anche sulla modifica della legge federale sulle tasse di bollo e su un pacchetto di misure a favore dei media, se i referendum lanciati su questi due temi saranno validi.

L’iniziativa «Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco», depositata nel settembre del 2019, chiede a Confederazione e Cantoni di promuovere la salute dei giovani vietando ogni forma di pubblicità del tabacco a loro destinata. Sarebbero vietate anche la promozione di questi prodotti e la sponsorizzazione di eventi da parte dell’industria del settore, mentre rimarrebbe possibile la pubblicità rivolta unicamente agli adulti.

L’iniziativa «Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani - Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso» chiede un divieto assoluto della sperimentazione animale e della ricerca che coinvolge esseri umani. Il testo, lanciato nel 2017 da un gruppo di cittadini sangallesi e sostenuto da oltre 80 organizzazioni, vuole anche impedire l’importazione di prodotti che si basano sui questo tipo di test.

Il referendum contro la legge federale sulle tasse di bollo, che ha raccolto oltre 65’000 firme, si oppone all’abolizione della tassa sull’emissione di capitale proprio, decisa dalle Camere federali nella sessione estiva. Il Consiglio federale stima che la decisione comporterà un calo delle entrate tra i 200 e i 250 milioni di franchi. Per il comitato referendario l’abolizione di questa tassa andrà a beneficio solo delle grandi imprese, del settore finanziario e dei proprietari di capitali e svuoterebbe le casse pubbliche in un momento in cui la crisi pandemica ha portato a un enorme aumento della spesa.

Il comitato apartitico che ha lanciato il referendum contro i sussidi ai media, approvati dal Parlamento in giugno, ha raccolto 113’085 firme, oltre il doppio del necessario. I promotori considerano gli aiuti ai media un «inutile e pericoloso spreco di denaro pubblico». A loro avviso, i media finanziati dallo Stato impediscono il dibattito pubblico e distruggono la libertà di espressione. Il pacchetto media approvato dalle Camere federali propone, tra le altre cose, di aumentare a 120 milioni il sostegno indiretto alla stampa per la distribuzione mattutina dei giornali. Altri 30 milioni all’anno sarebbero destinati ai media online per promuovere la transizione digitale. Vengono anche sostenute le agenzie di stampa, le scuole di giornalismo e il Consiglio svizzero della stampa.

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