«Ikea occulta l’origine della legna», scatta la denuncia

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Il Fondo Bruno Manser, attivo per la protezione delle foreste pluviali, accusa la sezione svizzera del mobilificio di infrangere sistematicamente le norme di dichiarazione

«Ikea occulta l’origine della legna», scatta la denuncia
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«Ikea occulta l’origine della legna», scatta la denuncia

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Il Fondo Bruno Manser accusa Ikea Svizzera di infrangere sistematicamente le norme di dichiarazione del legno. L’organizzazione, che lotta per la protezione delle foreste pluviali, chiede che venga inflitta una multa al noto mobilificio.

Una denuncia contro l’azienda e la CEO Jessica Anderen è stata depositata oggi presso il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), si legge in un comunicato odierno del Fondo. Notizie in proposito erano già state diffuse dai giornali del gruppo Tamedia.

In una lettera d’accompagnamento indirizzata al consigliere federale Guy Parmelin, l’organizzazione chiede controlli e l’applicazione immediata delle norme sul legno. Ikea occulta, contrariamente a quanto previsto dalla legge, l’origine dell’importante materia prima, ha dichiarato Lukas Straumann, direttore del Fondo Bruno Manser, citato nella nota.

L’associazione ha controllato diversi prodotti Ikea in varie filiali. In oltre 80 casi l’origine e il tipo di legno non erano indicati o erano stati dichiarati in maniera lacunosa.

Irregolarità confermate

Un portavoce del DEFR ha confermato all’agenzia Keystone-ATS di aver ricevuto la denuncia. L’Ufficio federale del consumo (UFDC), quale organo competente, dal 2012 ha effettuato 21 controlli nelle succursali Ikea e ha condotto colloqui con i responsabili.

Nel corso delle ispezioni, ha spiegato il DEFR, solamente in tre casi tutti i prodotti sottoposti ad obbligo sono stati dichiarati correttamente. La critica rivolta a Ikea è quindi quella di avere delle carenze nel sistema generale utilizzato per la messa in pratica degli obblighi di dichiarazione.

In caso di infrazione intenzionale, la multa massima è di 10’000 franchi. Per negligenza si può invece arrivare fino a 2000 franchi. «Quando si parla di carenze organizzative, l’UFDC preferisce ricorrere al dialogo con le imprese coinvolte e cercare soluzioni», ha precisato il DEFR. Un’ammenda viene inflitta solo quando i correttivi non vengono applicati.

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