«Il 2020? L’anno del coronavirus, ma anche della solidarietà»

Festa nazionale

Nella sua allocuzione per il Primo agosto, Simonetta Sommaruga ringrazia gli svizzeri - La presidente della Confederazione stila il bilancio dei mesi di crisi e ammette: «Una responsabilità enorme, non sempre ho dormito bene»»

«Il 2020? L’anno del coronavirus, ma anche della solidarietà»
KEYSTONE/Urs Flueele

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©KEYSTONE/Peter Klaunzer

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Nella sua allocuzione radiotelevisiva in occasione della Festa nazionale, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha ringraziato gli svizzeri per la loro solidarietà e il loro sostegno.

La gestione della crisi legata all’epidemia di coronavirus ha dimostrato che la Svizzera «funziona» anche in una situazione difficile. «Nei momenti che contano siamo più di 26 Cantoni e più di 8 milioni e mezzo di abitanti», ha affermato, aggiungendo che «la Svizzera è forte e unita».

«Grazie a chi ha fatto la spesa per gli anziani nei quartieri. Grazie a chi ha fatto andare avanti il nostro Paese malgrado il virus: al personale curante negli ospedali e al personale di vendita, ai ferrovieri e ai camionisti, ai contadini e agli operai sui cantieri, al personale nelle case anziani. Tutte queste persone, e molte altre ancora, hanno lavorato per noi», ha ricordato Sommaruga.

«Negli ultimi mesi - ha proseguito - non è mai mancata la corrente elettrica, lo smaltimento dei rifiuti ha funzionato, le scuole si sono riorganizzate. E la Confederazione ha fornito aiuti alle imprese. Anche i Comuni e i Cantoni hanno sostenuto la popolazione.»

«Nel contempo, le relazioni commerciali con i nostri Paesi vicini non si sono mai fermate. (...) Ciò è importante, perché la Svizzera dipende da questi scambi», ha sottolineato la presidente della Confederazione, aggiungendo che «abbiamo bisogno dei nostri vicini nei quartieri, e abbiamo bisogno di relazioni buone e stabili con i nostri vicini europei. Non solo oggi, anche domani.»

Poi Sommaruga ha ricordato che «iI coronavirus è ancora presente nella nostra vita di ogni giorno. Il numero dei contagi aumenta nuovamente. Per questo restiamo prudenti. Ognuno di noi, ora, deve continuare a fare la sua parte. Anche la Confederazione e i Cantoni. Soltanto insieme potremo fermare la nuova diffusione del virus. Ce l’hanno mostrato gli ultimi mesi. Ed è un dato incoraggiante.»

«In futuro, probabilmente si dirà: il 2020 è stato l’anno del coronavirus. Ma spero che si dirà anche: il 2020 è stato l’anno della solidarietà», ha concluso augurando a tutti i cittadini una bella festa del Primo agosto.

Il bilancio dei primi 6 mesi come presidente della Confederazione

L’epidemia di coronavirus ha caratterizzato i primi sei mesi di presidenza della Confederazione di Simonetta Sommaruga. La combinazione di pressione temporale e misure da decidere hanno rappresentato un forte peso per tutti i consiglieri federali. A suo avviso il rischio di ritrovarsi nella stessa situazione è però basso.

«La responsabilità che ho sentito in questi mesi è stata enorme», ha affermato ieri sera la Sommaruga in un colloquio con la televisione svizzerotedesca SRF in occasione della Festa nazionale. «Ma nei momenti di crisi sono una persona calma», ha sostenuto, ammettendo tuttavia di non aver sempre dormito bene.

La pressione è stata grande per tutti i membri del governo, ed essi non sono sempre stati dello stesso avviso, ma non si è mai reso necessario votare, ha sottolineato. Quale presidente della Confederazione è suo compito conciliare diversi punti di vista ed esperienze e trovare una via di mezzo di modo che alla fine tutti si ritrovino un po’ nella decisione presa.

Alla popolazione la Sommaruga dà il voto «eccellente» per il suo comportamento. Vi è una certa fiducia nel Consiglio federale, ma è stato rilevante anche il fatto che la Svizzera ha appunto scelto una via di mezzo. Le misure non sono state adottate troppo presto, ma passo dopo passo, motivo per cui la popolazione ha compreso le decisioni e le ha rispettate.

La 60enne non si aspetta che qualora il numero dei casi di contagio salisse ulteriormente si torni alla stessa situazione come all’inizio dell’epidemia. «Ora siamo a un altro punto», ha sostenuto. Con le esperienze raccolte e le misure attuate negli scorsi mesi il rischio di una ricaduta completa è piccola, ha sottolineato la Sommaruga.

La presidente della Confederazione si rallegra di occuparsi di nuovo anche di altri dossier: «i temi climatici mi stanno a cuore», ha dichiarato. L’epidemia non deve ostacolare il lavoro su altri temi importanti per la Svizzera e il mondo. Tuttavia la crisi del coronavirus è ancora in primo piano: «Non dobbiamo mollare e sentire anche il Primo agosto che siamo un Paese, e che restiamo uniti».

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