Il 64% degli svizzeri rimane favorevole all’accordo quadro, malgrado le critiche

rapporti internazionali

Il sondaggio dell’istituto Gfs.bern, effettuato in marzo e aprile su un campione di circa 1000 persone, mostra che il consenso alla convenzione sembra rimanere solido

Il 64% degli svizzeri rimane favorevole all’accordo quadro, malgrado le critiche
© CdT/Chiara Zocchetti

Il 64% degli svizzeri rimane favorevole all’accordo quadro, malgrado le critiche

© CdT/Chiara Zocchetti

L’accordo quadro istituzionale con l’Unione europea continua a trovare il sostegno della popolazione, malgrado le critiche politiche sempre più vaste che gli vengono mosse: il 64% degli svizzeri è favorevole all’intesa, il 32% contrario e il rimanente 4% non ha un’opinione. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto Gfs.bern per Interpharma, l’associazione delle imprese farmaceutiche.

Ai partecipanti al rilevamento - di cui riferiscono oggi la stessa Interpharma nonché i domenicali SonntagsBlick e NZZ am Sonntag - è stata posta una domanda per sapere se, in caso di votazione, avrebbero sostenuto l’accordo negoziato con Bruxelles. Il 15% ha risposto sicuramente sì, il 49% tendenzialmente sì, il 19% tendenzialmente no e il 13% sicuramente no.

Il sondaggio, effettuato in marzo e aprile su un campione di circa 1000 persone, mostra che il consenso alla convenzione sembra rimanere solido, nonostante il testo concordato - all’inizio osteggiato solo dall’UDC - sia nel frattempo stato criticato da più parti. Quando la stessa domanda era sta posta in febbraio e marzo 2019 i favorevoli si erano rivelati il 60%, mentre in maggio-giugno 2020 erano il 64%. La quota rimane quindi stabile.

Secondo Interpharma - associazione che auspica relazione stabili con l’Ue, con un occhio a suoi mercati - le ricerche dell’istituto demoscopico «mostrano che né la crisi del coronavirus, né l’interminabile dibattito sull’accordo istituzionale hanno modificato in modo duraturo il punto di vista della popolazione sulla politica europea. Dal sondaggio emerge infatti anche che il 54% ritiene vantaggiosi gli accordi bilaterali, il 23% vede vantaggi e inconvenienti, mentre per il 16% predominano gli inconvenienti.

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