Il bugiardino del «fai da te»

domande e risposte

Il kit per l’autodiagnosi del coronavirus da oggi è disponibile in diverse farmacie del cantone - Si ritira con il tesserino della cassa malati - Intanto gli esperti avvertono: «Va utilizzato solo in assenza di sintomi e non garantisce la certezza del risultato»

Il bugiardino del «fai da te»
Da oggi il kit per il test «fai da te» è distribuito nelle farmacie del cantone. © Reuters/denis balibouse

Il bugiardino del «fai da te»

Da oggi il kit per il test «fai da te» è distribuito nelle farmacie del cantone. © Reuters/denis balibouse

1) In quali occasioni è consigliato l’impiego del «fai da te»?

Questi test vanno impiegati esclusivamente in assenza di sintomi, ma non nel caso in cui si debba entrare in contatto con persone particolarmente a rischio. Concretamente, vanno bene prima di una festa in famiglia o una cena tra amici, ma non per andare a trovare un parente in casa anziani. L’affidabilità di questi test è infatti molto relativa. Se voglio andare a trovare un parente in casa anziani - e voglio essere certo di non essere contagioso - posso, per contro, eseguire un test rapido nasofaringeo. Per intenderci, quelli che vengono eseguiti nelle farmacie dal personale sanitario. Quindi per riassumere: l’autotest va bene per eventi privati con persone non a rischio, ma non è pensato per l’autodiagnosi in caso di sintomi.

2) Come si esegue correttamente un prelievo?

A differenza di quello rapido che viene eseguito in farmacia e per il quale occorre un prelievo nasofaringeo, con il test «fai da te» basta entrare due centimetri nel naso con il cotton fioc. L’operazione va eseguita in entrambe le narici. «Una volta dentro bisogna girare lentamente 4 volte il bastoncino. Il prelievo deve comunque creare un certo fastidio», spiega il portavoce dell’Ordine dei farmacisti del canton Ticino, Federico Tamò. Una volta fatto il prelievo, bisogna inserire il cotton fioc nella provetta con il liquido reagente. Infine si deve versare il liquido sulla cartina. Per la lettura del risultato occorre attendere 15 minuti.

3) Come faccio a capire se sono positivo?

Il test funziona come un classico test di gravidanza. Innanzitutto sulla cartina deve comparire una prima linea. Solitamente accanto alla lettera C, che sta per Controllo. Se questa linea non compare, significa che il test non è stato eseguito correttamente. E quindi va considerato nullo. Dopodiché, bisogna attendere l’esito. Se appare una seconda linea – spesso accanto alla lettera T – il test è positivo. In assenza di una seconda linea, il test è negativo.

4) Come mi devo comportare se sono positivo?

Bisogna assolutamente fare due cose: isolarsi e andare a fare il test PCR in un checkpoint, per avere la conferma che si tratti effettivamente di un positivo vero. «Come esistono i falsi negativi esistono anche i falsi positivi», spiega il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. «Approvando l’uso di questi test autodiagnostici implicitamente la Confederazione ha voluto riconoscere alla popolazione una certa responsabilità individuale. Occorre quindi seguire alla lettera queste direttive».

5) Chi ha diritto a ricevere il test «fai da te»?

Tutte le persone assicurate LAMal. Per ottenere l’autotest in farmacia sarà tuttavia necessario presentare il tesserino della cassa malati. I bambini con meno di 6 anni sono esclusi. Possono invece fare richiesta del test nelle farmacie gli stranieri che esercitano di un’attività lucrativa in Svizzera, come per esempio i frontalieri, previa la presentazione del permesso di lavoro e della carta sanitaria. La distribuzione del kit è prevista anche per i cittadini di Campione d’Italia. Anche in questo caso è necessario esibire la carta sanitaria. Le altre persone (turisti e stranieri) lo devono pagare.

6) Il test lo trovo in tutte le farmacie del cantone?

La scelta di avere a disposizione gli autotest per i clienti è libera e dipende esclusivamente dalla singola farmacia. Secondo il portavoce dell’Ordine dei farmacisti, la stragrande maggioranza da oggi ne sarà munita.

7) l test è gratuito? Il costo viene scalato dalla franchigia?

Il test non è gratuito, nella misura in cui è la Confederazione che si assume interamente i costi dell’operazione. In farmacia, tuttavia, il paziente non deve pagare nulla. Il costo, che non viene scalato dalla franchigia, viene rimborsato dalla Confederazione tramite le casse malati. La tariffa è fissata nell’allegato 6 dell’ordinanza COVID. L’importo massimo è di 12 franchi per test. La Confederazione assume le spese per un massimo di 5 test autodiagnostici per persona sull’arco di 30 giorni. Eventuali acquisti che eccedono il limite mensile di 5 test verranno fatturati al cliente. In caso di acquisto in più farmacie, la cassa malati riconoscerà soltanto i primi 5 acquisti e gli fatturerà il resto.

8) Che differenza c’è tra il fai da te e il test rapido in farmacia?

L’antigenico rapido che si fa in farmacia è un prelievo nasofaringeo, vuol dire che per fare il prelievo si va molto più in profondità. Per questo motivo ha una sensibilità maggiore, a differenza del «fai da te» il cui prelievo avviene all’inizio della cavità nasale. Il principio e il modo d’azione sul quale si basano i test tuttavia è identico: sono test antigenici in cui si va a cercare una reazione.

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