Il certificato COVID ha l’ok di «Mister Dati»

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Era importante che fosse disponibile anche in forma cartacea e non solo elettronica – Inoltre, è disponibile un QR che contiene meno dati a protezione della privacy

Il certificato COVID ha l’ok di «Mister Dati»
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

Il certificato COVID ha l’ok di «Mister Dati»

© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

Grazie alla possibilità di utilizzare i certificati anche in forma cartacea e alla creazione di un codice QR aggiuntivo per l’uso all’interno della Svizzera sono soddisfatte le principali esigenze legate alla vigilanza in materia di protezione dei dati. È quanto indica in una nota l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT), commentando le decisioni odierne sul certificato COVID del Consiglio federale.

Nelle ultime settimane «Mister Dati» ha accompagnato l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e l’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) nello sviluppo, giuridico e tecnico, del certificato COVID-19, precisa il comunicato, sottolineando che «in gran parte» sono state integrate le richieste dell’IFPDT.

Tra queste, la possibilità di avere il certificato in forma cartacea e non solo elettronica (per non dover sempre esibire lo smartphone), nonché lo sviluppo dei codici QR: l’IFPDT è riuscito a far sì che l’UFIT - oltre al codice QR compatibile con quello europeo pensato per gli spostamenti internazionali - sviluppi anche un secondo codice QR per l’utilizzo in Svizzera che richieda meno dati.

Secondo L’IFPDT, quest’ultimo codice «impedisce a chi non è autorizzato di identificare, servendosi di software illeciti al momento della lettura del certificato, il motivo per cui il certificato è visualizzato come valido o non valido». Gli addetti che verificano gli accessi a una grande manifestazione, viene spiegato come esempio, non hanno ad esempio bisogno di conoscere il motivo (vaccino, guarigione o tampone negativo) per cui il detentore del certificato può accedere all’evento.

Tuttavia, tra le altre cose, «Mister Dati» si rammarica che il codice QR che richiede meno dati sarà messo a disposizione della popolazione soltanto in un secondo momento.

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