Il confine opaco della Bührle

arte

Inaugurata tra le polemiche la nuova ala del Kunsthaus di Zurigo - Nelle sale trovano posto anche i capolavori della controversa collezione - Bezzola: «La provenienza delle opere comprate dal mecenate è stata chiarita: è tutto legale» - Magnaguagno: «Serve un’inchiesta indipendente»

Il confine opaco della Bührle
© KEYSTONE/Walter Bieri

Il confine opaco della Bührle

© KEYSTONE/Walter Bieri

Il confine opaco della Bührle

Il confine opaco della Bührle

Il confine opaco della Bührle

Il confine opaco della Bührle

Il confine opaco della Bührle

Il confine opaco della Bührle

L’allestimento era pronto. Mancavano solamente i quadri da sostituire in parete al posto delle riproduzioni in scala 1:1. Gli inviti erano già partiti. Il catalogo era già andato in stampa. Poi, è arrivato il lockdown e i capolavori della collezione Emil Bührle al MASI di Lugano non sono mai arrivati.

«Le opere erano pronte per partire da Zurigo. Uno o due giorni e le avrebbero caricate sul camion». A parlare è il direttore del MASI di Lugano Tobia Bezzola. «Era l’ultima occasione per vedere questi capolavori del secondo impressionismo francese fuori dal Kunsthaus di Zurigo».

Per i prossimi 20 anni, quadri come «Il ragazzo con il panciotto rosso» di Paul Cézanne occuperanno le spaziosissime sale della nuova ala del museo cittadino, un’opera monumentale inaugurata sabato scorso dopo 5 anni di...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1