«Il congedo paternità è pericoloso per le aziende»

in votazione

Un comitato composto da parlamentari UDC, PLR e PPD sostiene che le due settimane in oggetto sarebbero «troppo costose e rischiose»

«Il congedo paternità è pericoloso per le aziende»
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Un congedo paternità di due settimane finanziato dalla collettività sarebbe troppo costoso e rischioso. È quanto affermano gli oppositori all’oggetto in votazione popolare il 27 settembre. Un comitato composto da parlamentari UDC, PLR e PPD, sostenuto da GastroSuisse e dall’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM), ha messo in guardia oggi contro nuovi oneri per le aziende.

La Svizzera non ha i mezzi per offrire giorni supplementari di congedo a un numero ridotto di persone, è stato spiegato in conferenza stampa a Berna. L’aumento delle deduzioni dai salari sembra esiguo, ma va ad aggiungersi a una lunga lista di misure che pesano sulle aziende.

Il testo in votazione prevede la concessione ai papà di un congedo di due settimane finanziato con indennità di perdita di guadagno. Dovrebbe essere preso entro sei mesi dalla nascita, non necessariamente tutto in una volta. Per due settimane sarebbero versate quattordici indennità giornaliere, per un importo massimo di 2’744 franchi.

Secondo Susanne Brunner, copresidente del comitato referendario e consigliera comunale UDC di Seefeld (ZH), questo congedo non risponde a un’esigenza di politica familiare. Le assicurazioni sociali sono state istituite per prevenire la povertà e le situazioni di emergenza. Ma la nascita di un bambino non provoca situazioni del genere per il padre, ha sostenuto.

La popolazione non ha i mezzi per sostenere gli elementi più deboli della società. Il congedo paternità imposto dallo Stato è una perversione del sistema di previdenza sociale, ha aggiunto Brunner.

Oltre ai costi diretti pari 230 milioni di franchi, il congedo paternità impone alle aziende costi indiretti aggiuntivi tra i 500 e i 900 milioni di franchi, secondo Hans-Ulrich Bigler, direttore dell’USAM, riferendosi a uno studio commissionato dalla Confederazione. Molte aziende pagherebbero l’intero stipendio durante il congedo, mentre le Indennità di perdita di guadagno coprirebbero solo l’80%.

Le PMI non possono permetterselo né dal punto di vista finanziario né da quello manageriale, ha proseguito Bigler, sottolineando come le assenze aggiuntive siano problematiche. L’accumulo di assenze riduce la produttività dei dipendenti, ha rilevato, ricordando che la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 ha aggravato la situazione.

Oltretutto, secondo i contrari l’intervento dello Stato è dannoso per le PMI. Le condizioni di lavoro sono responsabilità dei datori di lavoro e dei partner sociali, ha sostenuto la consigliera nazionale Diana Gutjahr (UDC/TG).

Il testo, adottato dal Parlamento, è un controprogetto indiretto all’iniziativa «Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia», che chiede l’introduzione di quattro settimane di congedo. È stato ritirato a condizione che il controprogetto venga accettato in votazione, ed entri in vigore il il 1° gennaio 2021. Il caso di bocciatura, il popolo dovrà esprimesi su un congedo di quattro settimane.

Secondo un sondaggio pubblicato venerdì scorso da Tamedia, l’oggetto gode di un ampio sostegno. Due terzi degli intervistati si sono detti favorevoli, mentre un terzo lo respinge. Il congedo è sostenuto da tutti i partiti, ad eccezione dell’UDC. La maggioranza delle sezioni romande dell’UDC non ha però fornito il proprio sostegno: alcune si sono anzi dette favorevoli al testo.

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