Il coronavirus fa calare la speranza di vita in Svizzera

Pandemia

Lo ha comunicato l’Ufficio federale di statistica, specificando che una diminuzione simile non si registrava dal 1944 per gli uomini e dal 1962 per le donne

Il coronavirus fa calare la speranza di vita in Svizzera
© CdT/Gabriele Putzu

Il coronavirus fa calare la speranza di vita in Svizzera

© CdT/Gabriele Putzu

Nel 2020, anno caratterizzato dalla COVID-19, la speranza di vita alla nascita è scesa a 81,0 anni per gli uomini e a 85,1 per le donne, in calo rispettivamente di 0,9 e 0,5 anni rispetto al 2019. L’anno precedente, la speranza di vita alla nascita degli uomini era di 81,9 anni e quella delle donne di 85,6. Stando alle tavole di mortalità calcolate dall’Ufficio federale di statistica (UST), una diminuzione simile non si registrava dal 1944 per gli uomini e dal 1962 per le donne.

Nel 2020, le speranze di vita più elevate per le donne sono state osservate nei Cantoni di Appenzello Interno (87,3 anni), Zugo (86,2) e Uri (86,2), mentre per gli uomini nei Cantoni di Nidvaldo (83,7), Zugo (82,9) e Basilea Campagna (82,3). I maggiori cali della speranza di vita alla nascita tra il 2019 e il 2020 sono stati osservati nei Cantoni di Obvaldo (–2,5 anni), Ticino (–2,3) e Ginevra (–2,3) per gli uomini e in quelli di Giura (–1,8), Ginevra (–1,5) e Svitto (–1,4) per le donne.

Diminuzione straordinaria della speranza di vita a 65 anni
Tra il 2019 e il 2020, a causa dei decessi dovuti alla pandemia di COVID-19, la speranza di vita a 65 anni degli uomini è diminuita di 0,7 anni e quella delle donne di 0,5. Nello stesso lasso di tempo, la speranza di vita a 65 anni degli uomini è diminuita da 20,0 a 19,3 anni, quella delle donne da 22,7 a 22,2 anni.

La diminuzione della speranza di vita a 65 anni osservata tra gli uomini è straordinaria, ma per quanto riguarda quella delle donne, è diminuita maggiormente nel 1944, anno caratterizzato da un inverno particolarmente rigido. A livello cantonale, i cali maggiori della speranza di vita a 65 anni sono stati osservati per gli uomini nei Cantoni di Svitto (–2,1 anni), Ginevra (–1,8) e Ticino (–1,8) e per le donne nei Cantoni di Giura (–1,8), Obvaldo (–1,7), Vaud (–1,4) e Ticino (–1,4).

Un numero di decessi mai osservato prima in Svizzera
Negli ultimi decenni il numero annuale di decessi, che è legato alla crescita demografica e al fatto che le numerose generazioni dagli Anni ‘40 agli Anni ‘70 giungono a un’età avanzata, è tendenzialmente in aumento. Inoltre, in questo periodo, il numero di decessi ogni 1000 residenti permanenti (tasso lordo di mortalità) si abbassa.

Il 2020 è particolare sotto vari punti di vista: si caratterizza anzitutto per il record di decessi (76 195 contro 67 780 nel 2019). Da quando gli uffici dello stato civile hanno iniziato la registrazione sistematica dei decessi nel 1876, in Svizzera non era mai stato rilevato un valore così alto. Il tasso lordo di decessi registrato nel 2020 non è particolarmente elevato (8,8 per mille, rispetto al 7,9 nel 2019). Tuttavia, è l’aumento annuo di questo tasso registrato tra il 2019 e il 2020 che raggiunge un valore eccezionale (dell’11,3% contro lo 0,3% tra il 2018 e il 2019).

Aumenti della mortalità diversi tra i Cantoni
Tra il 2019 e il 2020, il numero di decessi aumenta più fortemente nei Cantoni situati nella Svizzera occidentale e meridionale. La variazione si situa tra il +25 e il +27% a Ginevra, nel Giura e in Ticino. L’aumento del numero di decessi ha superato il 20% anche nei Cantoni di Obvaldo, Svitto, Vaud e Friburgo. Nel Cantone di Nidvaldo, invece, il numero di decessi è leggermente calato (–0,3%) e nei Cantoni dei Grigioni e di Glarona, Basilea Città e Sciaffusa l’aumento è rimasto al di sotto del 5%. L’aumento dei decessi è quindi stato meno importante in alcuni Cantoni della Svizzera settentrionale e orientale.

Differenze e similitudini tra le pandemie del 1918 e del 2020
Confrontando la mortalità osservata in Svizzera durante queste due pandemie vengono alla luce differenze importanti. I decessi attribuiti all’influenza spagnola nel 1918 sono significativamente di più di quelli attribuiti alla COVID-19 nel 2020. La Spagnola ha causato quasi 22 000 morti nel 1918, equivalenti a 5,6 decessi ogni 1000 persone.

Nel 2020 i decessi legati alla COVID-19 (secondo l’UFSP) si sono invece attestati a 7600, ovvero lo 0,9 per mille. L’influenza del 1918 uccise soprattutto uomini e donne tra i 20 e i 40 anni, mentre la COVID-19 è stata più letale per le persone di età superiore agli 80 anni. Tra il 1917 e il 1918, la speranza di vita alla nascita è scesa di 10,1 anni per gli uomini e di 8,4 anni per le donne e quindi in modo ben più rilevante che tra il 2019 e il 2020.

Le pandemie del 1918 e del 2020 presentano però anche qualche sorprendente similitudine. Sia in termini assoluti che relativi, le due pandemie sono state più letali per gli uomini che per le donne. Nel 1918 e nel 2020, la seconda ondata di contagi si è verificata negli stessi mesi dell’anno, con il picco di decessi che in entrambi i casi si è verificato intorno a novembre. In entrambi i casi, i Cantoni della Svizzera occidentale avevano nel complesso tassi di mortalità più alti rispetto a quelli dei Cantoni della Svizzera orientale. Il numero annuo di decessi, indipendentemente dalle cause, ha raggiunto un valore record sia nel 1918 che nel 2020.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1