Il desiderio di viaggiare c’è ma la ripresa sarà lenta

Settori in crisi

Il virus sta lasciando un segno su ogni ramo della nostra economia, in particolare su quelli legati a turismo e gastronomia - Stefano Scagnolari (O-Tur): «Potremo assistere però a risultati diversi a seconda di destinazioni e singoli operatori»

Il desiderio di viaggiare c’è ma la ripresa sarà lenta
Nel prossimo inverno, stando al KOF, i pernottamenti in Svizzera caleranno del 30%. © CDT/Gabriele putzu

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Nel prossimo inverno, stando al KOF, i pernottamenti in Svizzera caleranno del 30%. © CDT/Gabriele putzu

Il desiderio di viaggiare c’è ma la ripresa sarà lenta

Il desiderio di viaggiare c’è ma la ripresa sarà lenta

Molte delle nostre abitudini sono cambiate. Sì, a causa del virus. E l’onda lunga di questo adattamento ha investito alcuni settori più di altri, in particolare quello del turismo e quello della gastronomia, che tra l’altro spesso vanno anche a braccetto. Ieri sono emerse previsioni a tinte cupe per entrambi. Da un lato il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) ha stimato che ancora nella stagione invernale i pernottamenti caleranno del 30%, calcolando in 10 miliardi di franchi la perdita di fatturato per il 2020. E per la ripresa delle entrate legate ai turisti stranieri bisognerà attendere il 2023. E la gastronomia? Casimir Platzer, presidente di GastroSuisse, ha avvertito la politica: se non si farà nulla, nell’immediato futuro il ramo potrebbe perdere...

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