Il Governo a Lucerna: una sessantina i manifestanti contro le misure anti-COVID

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Dopo alcune tensioni con la Polizia, la situazione davanti al Museo dei trasporti (luogo dell’incontro dell’Esecutivo con la popolazione), si è calmata senza colpi di scena - Alain Berset è stato il primo a lasciare la sala incassando i fischi dei dimostranti - Un giovane a Cassis: «Se sono immuni, come mai proteggiamo i vaccinati da quelli che non lo sono?»

Il Governo a Lucerna: una sessantina i manifestanti contro le misure anti-COVID
© CdT/GVN

Il Governo a Lucerna: una sessantina i manifestanti contro le misure anti-COVID

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(Aggiornato alle 14.35) Lucerna, Museo dei trasporti, ore 11.30: attorno al luogo in cui fra poco il Governo federale incontrerà la popolazione lucernese la gente si ammassa. Ci sono famiglie e altri visitatori vogliosi di avvicinarsi all’Esecutivo. Ma non solo. C’è anche chi, come Nicolas A. Rimoldi, co-presidente di Mass -Voll, una delle organizzazioni contrarie alle misure per combattere la pandemia decise dal Consiglio federale, non ci sta. Il giovane ribelle attende Berset. Vuole invitarlo a un dibattito pubblico al quale, diversamente da oggi, per partecipare non sia necessario mostrare il certificato.

Il Consiglio federale è nella città sul Lago dei quattro cantoni per la sua seduta «extra muros». Oggi in agenda ci sono le ultime decisioni nella lotta contro la pandemia. In particolare, le proposte che hanno mandato in consultazione quindici giorni fa. La consultazione ha mostrato che molti Cantoni sono particolarmente contrari a una ricompensa di 50 franchi per chi motiva persone non vaccinate a farsi l’iniezione immunizzante. La settimana di vaccinazione, invece, è stata approvata dai Cantoni nella consultazione. Nel pomeriggio, a Berna, il Governo presenterà ai media le sue decisioni.

«I non vaccinati e i non testati fanno parte della popolazione tanto quanto i vaccinati», ci dice Rimoldi. Il fatto che solo le persone con un certificato COVID siano autorizzate a partecipare all’aperitivo per lui è «immorale e divisivo». In passato Rimoldi ha già tentato di avvicinare il «ministro» della salute per chiedergli un incontro. «Ha fatto finta di non sentire e se ne è andato. Oggi non siamo qui a manifestare ma a presentargli lo stesso invito».

I co-presidenti di Mass-Voll Nicolas A. Rimoldi e Viola Rossi. © CdT/GVN
I co-presidenti di Mass-Voll Nicolas A. Rimoldi e Viola Rossi. © CdT/GVN

Rimoldi ci tiene a dire: «Siamo persone pacifiche. Mass-Voll non si schiererà mai dalla parte dei manifestanti violenti».

E di violenza qui e là se n’è osservata. Nelle varie manifestazioni sovente non autorizzate in tutta la Svizzera degli ultimi mesi. Anche a Lucerna gli appelli a presentarsi davanti al Museo dei trasporti non sono mancati nelle scorse ore. Su canali come Telegram sono circolate anche proposte di portare oggetti da buttare al Consiglio federale. Da pomodori marci fino ad armi.

GLI AGGIORNAMENTI

14.30 - Quella domanda a Cassis
Il CdT, presente sul posto, ha assistito allo sfogo di un ragazzo che ha rivolto le sue preoccupazioni al consigliere federale Ignazio Cassis. Da noi avvicinato, il giovane, che preferisce rimanere anonimo, ci spiega che è venuto apposta all‘aperitivo per esprimere le sue opinioni al Consiglio federale. «Ho chiesto a Cassis come mai stiamo proteggendo i vaccinati dai non vaccinati? Non ha senso, se i primi sono immuni. Ora i secondi sono isolati dal resto della società. Secondo Cassis non c’è obbligo di vaccinazione, ognuno decide per sé. Ma di fatto si tratta di un obbligo. Si tolgono loro delle libertà anche se non mettono nessuno in pericolo». Da noi interpellato pochi minuti più tardi, Cassis ha affermato che le domande inerenti le misure contro la pandemia sono state «pochissime. Soltanto due giovani mi hanno chiesto cosa pensassi del vaccino». In generale per il consigliere federale l‘incontro è stato «molto bello, con un ambiente di festa». «È bello - ha sottolineato Cassis - che il Consiglio federale possa avere contatto diretto con la gente». «Più che domande ci sono stati tanti ringraziamenti al Governo per tutto il lavoro che ha fatto durante la crisi, in situazioni di incertezza e difficoltà. E questo fa molto piacere perché vuol dire che c’è una parte di popolazione tranquilla, che forse non grida sulle strade, ma che viene a dire grazie. E questo scalda il cuore». All’arrivo all’evento, dall’auto, Cassis ha visto alcuni manifestanti. «Il clima è teso. Una manifestazione era prevedibile».

13.30 - L’Esecutivo ha concluso l’incontro con la popolazione all’interno del Museo dei trasporti. Tutto si è svolto in maniera pacifica, anche se qualche frecciatina riguardante il pass COVID non è mancata. Alain Berset è stato il primo a uscire dal museo e all’esterno i manifestanti hanno dimostrato il loro disappunto con fischi e slogan.

13.00 - All’interno del museo c’è la fila per entrare nella grande sala dedicata all’aviazione. La popolazione circonda l’Esecutivo in un’atmosfera rilassata. L’aperitivo prende il via dopo il discorso di benvenuto da parte di Guy Parmelin.

Il Governo a Lucerna: una sessantina i manifestanti contro le misure anti-COVID

12.30 - La tensione cresce ma non sfocia in violenza fisica. La polizia si schiera sulla strada, volano insulti. «Guardate che scena, è democrazia questa?», ha affermato Nicolas A. Rimoldi oltrepassando la fila di polizia. «Mia figlia è all’ospedale con un’infiammazione al cuore perché ha fatto la vaccinazione», dice una donna piangendo. Gli agenti restano impassibili. Poi vengono richiamati. Se ne vanno. La situazione torna calma.

12.00 - Per ora la situazione davanti al Museo è calma. I manifestanti (e fra questi conteremo anche i membri di Mass-Voll, che è comunque presente con tanto di bandiera) sono una sessantina. La Polizia è presente.

«Extra muros»

Il Consiglio Federale vuole esprimere la sua «grande solidarietà con le varie regioni del nostro paese» tenendo riunioni fuori dal Palazzo Federale. Nell’estate del 2010, ha quindi iniziato a tenere riunioni ordinarie fuori dal Palazzo federale e a incontrare la popolazione dei cantoni visitati.

Dopo gli incontri del 2010 nei cantoni Ticino e Giura, 2011 nei cantoni Uri, Vallese e Basilea Città, 2012 a Sciaffusa, 2013 nel canton Vaud, 2014 a Svitto, 2015 a Friburgo, 2016 nei cantoni Vaud e Glarona, 2017 nel canton Soletta, 2018 nel canton San Gallo e 2019 nel canton Zurigo, il 15. incontro «extra muros» avrà ora luogo - dopo un’interruzione dovuta alla pandemia - nel canton Lucerna.

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