Il maltempo è amaro, la fattura salata

Nubifragi a nord delle alpi

Marco Gaia di MeteoSvizzera spiega: «Ad essere insolita non è l’intensità del fenomeno, bensì la sua frequenza»

Il maltempo è amaro, la fattura salata
Il maltempo, il 22 giugno, ha colpito con violenza il comune di Cressier, nel canton Neuchâtel. ©Keystone

Il maltempo è amaro, la fattura salata

Il maltempo, il 22 giugno, ha colpito con violenza il comune di Cressier, nel canton Neuchâtel. ©Keystone

Mentre in Ticino in questi giorni a farla da padrone sono i «classici» temporali serali che caratterizzano le nostre estati, a Nord delle Alpi da venerì scorso il maltempo sta facendo danni milionari.

Sette giorni «sotto pressione»
Prima è stato il turno dei cantoni di Berna e Zurigo, dove già una settimana fa i primi nubifragi hanno causato diversi danni e un nuovo record di precipitazioni è stato stabilito a Interlaken, con 42,1 millimetri di pioggia caduti nel giro di soli trenta minuti. Ma non solo: nella serata di venerdì scorso MeteoNews ha contabilizzato circa 25 fulmini in tutta la Svizzera. Il pomeriggio seguente è poi toccato alla regione della Gruyère, nel canton Friburgo, dove si sono soffiati venti di oltre 110 chilometri orari e in alcune zone sono caduti chicchi di grandine di diversi centimetri di diametro. Nei giorni seguenti a essere particolarmente colpita è stata pure la Svizzera centrale, con danni e disagi al traffico ferroviario specialmente nei cantoni di Zugo e Lucerna. Martedì anche nel canton Neuchâtel violenti temporali hanno provocato allagamenti, in particolare nel comune di Cressier, dove un torrente che attraversa il villaggio è esondato invadendo alcune strade. Infine, tra ieri e l’altro ieri il canton Berna ha registrato diversi danni e pure due feriti.

Danni ingenti
A conti fatti, secondo un’indagine presso gli assicuratori fatta dall’agenzia Keystone-Ats, la fattura del maltempo registrato nella settimana appena trascorsa dovrebbe ammontare a circa 260 milioni di franchi. E la parte del leone la fanno i danni ai veicoli (ad esempio con ammaccature da grandine o vetture trascinate dalle acque in piena) e quelli agli edifici. Tutti gli assicuratori interpellati dall’agenzia hanno concordato che è assai insolito che vi siano danni da maltempo in così tanti giorni consecutivi.

Una sequenza inusuale
Una situazione abbastanza insolita che trova conferma anche tra gli esperti di meteorologia. Marco Gaia, responsabile del centro regionale Sud di MeteoSvizzera, da noi contattato spiega infatti che ad essere insolita non è l’intensità dei fenomeni temporaleschi, ma piuttosto il fatto che si siano verificati in una sequenza di diversi giorni di fila: «La distribuzione della pressione nella scorsa settimana sull’intera Europa è stata molto uniforme e soprattutto la posizione dell’alta e bassa pressione non ha in pratica subito cambiamenti di rilievo». Detto in parole povere, il maltempo è stato particolarmente costante. E malgrado fenomeni di questo tipo capitano con regolarità ogni anno, precisa Gaia, «la sequenza di due o tre giorni di fila è abbastanza inusuale: in una settimana in alcune località della Svizzera tedesca che sono state ripetutamente toccate dai temporali è caduto l’equivalente di quello che piove normalmente durante l’intero mese di giugno». Inoltre, aggiunge il nostro interlocutore, «alcuni temporali violenti hanno provocato delle precipitazioni brevi, ma estremamente intense e in poche ore sono caduti da 50 a 90 litri per metro quadrato, quantitativi che spesso lasciano poi il segno quando defluiscono sul territorio». Senza dimenticare che pure «i venti che hanno accompagnato i temporali sono stati decisamente intensi, con raffiche in diverse località superiori ai 100 km/h».

La buona notizia, però, è che almeno per il fine settimana la situazione dovrebbe tranquillizzarsi, sia al Sud che al Nord delle Alpi. «Nel week end vi sarà una temporanea stabilizzazione della situazione meteorologica», spiega Gaia. Tuttavia, «la prima metà della prossima settimana sarà nuovamente all’insegna dell’instabilità atmosferica e dovremo attenderci lo sviluppo di nuove linee temporalesche». Ad ogni modo, perlomeno in Ticino, come accaduto questa settimana, «rispetto al Nord delle Alpi rimarremo una volta di più protetti dalla catena principale delle Alpi».

Un segnale del cambiamento?
Quando, di questi tempi, si sente parlare di fenomeni meteorologici insoliti, la mente ovviamente va subito anche al cambiamento climatico. Ma anche se «meteo» e «clima» sono due cose distinte, non va dimenticato che l’uno (il clima) è la somma dell’altro (la meteo). «Fenomeni temporaleschi di questo genere sono sempre esistiti in Svizzera», premette Gaia, precisando inoltre che nel nostro Paese «il cambiamento climatico si sta manifestando in primis con l’aumento generalizzato delle temperature». Tuttavia, fenomeni come quelli registrati questa settimana «sono indizi, timidi segnali, che riguardo al cambiamento climatico vanno nella direzione che ci attendiamo». Ovvero? «Ci attendiamo, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, anche un aumento della frequenza con cui gli eventi di precipitazione intensa si verificano. I dati di misura iniziano a mettere in evidenza un segnale in questa direzione, anche se non ancora così chiaro come quello che si ricava analizzando i dati sull’evoluzione della temperatura».

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