Il maltempo ferma la missione italo-svizzera sul Monte Rosa

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Il forte vento in quota ha spinto gli scienziati a rinviare la spedizione sul Colle Gnifetti, dove avrebbero dovuto effettuare dei carotaggi profondi fino a 80 metri

Il maltempo ferma la missione italo-svizzera sul Monte Rosa
Punta Gnifetti. / © Shutterstock

Il maltempo ferma la missione italo-svizzera sul Monte Rosa

Punta Gnifetti. / © Shutterstock

Missione rinviata, in attesa di un miglioramento del meteo, per gli scienziati del team italo-svizzero che da oggi dovevano essere impegnati nella seconda spedizione «Ice Memory», sul Colle Gnifetti del Monte Rosa. Il principale ostacolo è rappresentato dal vento forte in quota, con raffiche previste fino a 100 km/h ai 4.500 metri e possibilità di nevicate.

I ricercatori erano attesi oggi a Capanna Gnifetti, a 3.600 metri di quota, per iniziare la fase di acclimatamento. L’arrivo del vento forte li avrebbe però bloccati, impedendo di raggiungere in sicurezza Capanna Margherita, a 4.500 metri, per iniziare il carotaggio profondo del ghiacciaio Gorner.

Era previsto che i ricercatori passassero due notti al rifugio Capanna Gnifetti e che mercoledì salissero a 4’500 metri per estrarre una «carota» di ghiaccio profonda fino ad 80 metri. Il Gorner è il secondo ghiacciaio più esteso delle Alpi (40 km quadrati) e raggiunge nel punto di massimo spessore gli 80 metri. Si tratta della seconda spedizione del progetto internazionale Ice Memory, che attraverso i carotaggi punta a raccogliere informazioni sull’ambiente e sul clima degli ultimi 10 mila anni.

Nel progetto sono impegnati il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer, il Consiglio nazionale italiano delle ricerche (Cnr) e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il Monte Rosa è l’archivio glaciale più studiato e prezioso dell’arco alpino. In caso di successo, una carota di ghiaccio sarà trasferita in Antartide per le future generazioni di scienziati.

L’aumento della temperatura globale sta mettendo a rischio questo patrimonio scientifico. Lo scorso anno, a settembre, il cattivo stato di un altro ghiacciaio alpino, quello del Grand Combin, aveva fermato a una ventina di metri di profondità i tentativi degli scienziati di estrarre un campione di ghiaccio, probabilmente a causa della presenza di acqua.

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